<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430</id><updated>2012-02-20T12:35:35.949+01:00</updated><category term='Storia'/><category term='Natalie Portman'/><category term='Walt Disney'/><category term='Youtube'/><category term='Samuel Fuller'/><category term='Jean-Luc Godard'/><category term='Charlotte Gainsbourg'/><category term='Ryan Gosling'/><category term='Nullità'/><category term='Jean Pierre Leaud'/><category term='Cinema d&apos;Autore'/><category term='Horror'/><category term='Religione'/><category term='Xavier Dolan'/><category term='Nouvelle Vague'/><category term='Letteratura'/><category term='Poesia'/><category term='Ingmar Bergman'/><category term='Critica'/><category term='Roman Polanski'/><category term='Bibi Andersson'/><category term='Psicanalisi'/><category term='Henri-Pierre Roché'/><category term='Jean Paul Belmondo'/><category term='Jack Clayton'/><category term='Lars Von Trier'/><category term='Catherine Deneuve'/><category term='Céline Sciamma'/><category term='Melancholia'/><category term='Deborah Kerr'/><category term='Liv Ullman'/><category term='François Truffaut'/><category term='Henry James'/><category term='Animazione'/><category term='Anna Karina'/><category term='Musical'/><category term='Musica'/><category term='Darren Aronofsky'/><category term='Thriller'/><category term='Carey Mulligan'/><category term='Kirsten Dunst'/><category term='Hollywood'/><category term='Carl Theodor Dreyer'/><category term='Nicolas Winding Refn'/><category term='Metacinematografia'/><title type='text'>Movies in my Arms</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>23</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-5831059221402910698</id><published>2012-02-19T23:27:00.000+01:00</published><updated>2012-02-20T01:53:20.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ryan Gosling'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nicolas Winding Refn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carey Mulligan'/><title type='text'>Drive (2011) di Nicolas Winding Refn</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-e3IlsvVEurY/T0Fov1vllII/AAAAAAAAAVc/RMsKm4b1h6M/s1600/locandinapg3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-e3IlsvVEurY/T0Fov1vllII/AAAAAAAAAVc/RMsKm4b1h6M/s320/locandinapg3.jpg" width="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Dobbiamo ammetterlo, l'anno passato ci ha regalato, purtroppo, rare e povere emozioni cinefile. E anche se esse si presentavano, non sempre facevano annuire il pubblico che più volte non ha esitato a storcere il naso&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;Da notare è che sicuramente queste emozioni ci sono state date in particolar m&lt;/span&gt;odo (per non dire completamente) dal cinema straniero. Iniziando col piccolo capolavoro "Tomboy" della francese C. Sciamma, e proseguendo con "Melancholia" del danese Von Trier, il cinema straniere si è distinto lasciando il segno. Se nel caso di "Tomboy", però, nessuno aveva qualcosa di negativo da dire in quanto il film sfiora la perfezione, per "Melancholia" il pubblico è stato diviso. Chi ha gridato "al capolavoro" e chi invece lo ha considerato l'ennesima esagerazione di un regista in declino che cerca di far prevalere il suo ego (o super-ego?).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stessa reazione ha avuto il pubblico alla visione di un film diretto da un altro regista danese, Nicolas Winding Refn.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film in questione è "Drive" che certamente non è un capolavoro ma può essere etichettato come un film riuscito veramente bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basato sull'omonimo romanzo di James Sallis, la pellicola, proiettata alla 64° edizione del Festival di Cannes, vince il Prix de la mise en scène per la miglior regia, lasciando così gli amanti del cinema con grande attesa per la distribuzione nelle sale del film.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-b9-Fr-4M_mQ/T0FyconbNMI/AAAAAAAAAVk/qQduuX1kvTM/s1600/284050_152270664853322_105687816178274_317474_692714_n.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="132" src="http://2.bp.blogspot.com/-b9-Fr-4M_mQ/T0FyconbNMI/AAAAAAAAAVk/qQduuX1kvTM/s200/284050_152270664853322_105687816178274_317474_692714_n.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Guardando il film ci si accorge in effetti di quanto talento abbia il regista, diventato famoso proprio grazie a questo titolo dopo essersi fatto notare (in gran sordina, specifichiamo) con qualche pellicola precedente. Il film non ci mostra altro che la vita di un giovane meccanico che guadagna facendo anche lo stuntman e, a tempo perso, aiutando qualche balordo nelle sue rapine facendo da autista. Nonostante il suo addentrarsi verso la malavita, il nostro Driver, se così vogliamo chiamarlo visto che non ci è dato scoprire il nome, si mostra per quel che è in realtà: un uomo alquanto freddo e timido che ama ciò che fa ma che ancora non ha avuto modo di relazionarsi con qualcuno. E così, dopo averci mostrato la vita alquanto movimentata del nostro protagonista, Refn ci presenta un personaggio che segnerà la vita del "buon" Driver, ovvero la bella Irene, la dolce vicina di casa, madre di un figlio e moglie di un uomo che sconta la sua pena in carcere. Dolci sguardi, poche parole e piccole azioni cariche di sentimento creano così una relazione del tutto platonica fra i due che pian piano si avvicinano sempre di più, l'uno all'altra. Tutto viene stravolto però quando il marito di Irene viene rilasciato, piombando nella vita di entrambi e portandoli a un distacco. Ma il marito non sembra un tipo pericolo; l'unico suo problema è l'avere un enorme debito con dei tizi che si ritrova sempre alle calcagna e che non esitano a dargli una buona lezione neanche davanti agli occhi del piccolo Benicio che assiste alla scena, tremante. Il problema si ingrandisce una volta che l'uomo avvisa Driver che se non salderà il suo debito entro breve tempo a pagarne le conseguenze saranno Irene e il figlio; è così che il giovane stuntman decide di aiutare il povero padre di famiglia in una rapina che però non procede secondo i piani. E' da questo momento che la vita del protagonista cambia del tutto, trovandosi coinvolto in una situazione che lo costringerà a guardarsi le spalle e a proteggere la giovane Irene per il quale mostra un vero e proprio sentimento d'amore e per la quale appare come un feroce assassino a sangue freddo in una delle scene clou del film ambientata all'interno di un ascensore. &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-JZgGHvwKGZ0/T0FzC691exI/AAAAAAAAAVs/pYNMHpuioa0/s1600/drive+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="167" src="http://4.bp.blogspot.com/-JZgGHvwKGZ0/T0FzC691exI/AAAAAAAAAVs/pYNMHpuioa0/s400/drive+1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Freddo sguardo magnetico (quasi freddo come una ricerca reportagistica) di una vita nella quale si intrecciano sentimento e violenza con una crudezza tale da far apparire la pellicola del tutto aderente alla realtà. Inquadrature simboliche che fanno apparire i vari personaggi come veri e propri dominatori della vita degli altri e frequenti effetti ralenty del tutto eleganti rendono la pellicola un'opera che crea nello spettatore pathos e un coinvolgimento tale da farlo rimanere col fiato sospeso fin quando non compaiono i titoli di coda del film. Inseguimenti alla vecchia maniera e inquadrature dall'alto di una California notturna illuminata dalle luci dei grattacieli e delle auto fanno percepire l'impegno da parte del regista che in questa pellicola, pur non apparendo mai, è sempre presente, e ormai è cosa davvero rara.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Magistrale la scena del bacio/omicidio nell'ascensore in cui la luce cambia mettendo in risalto i due innamorati quasi il mondo si spegnesse attorno a loro.&lt;br /&gt;Tante le citazioni ai film che accompagnano questo genere, fra cui, quella che salta più all'occhio è forse quella a "Old boy" di Chan-wook.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La colonna sonora, composta in gran parte da Cliff Martinez, ricopre in pieno le atmosfere del film e difficilmente vi scorderete del brano dei College feat. Electric Youth, "A Real Hero", che sembra cogliere in pieno l'essenza del nostro protagonista interpretato da un maturo e perfetto Ryan Gosling, freddo e serio al punto giusto, che è accompagnato da una molto dolce Carey Mulligan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da vedere per chi ama l'azione e per chi cerca in un determinato genere di film il tocco d'autore.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-37QJzrcjc90/T0F3AMAGWAI/AAAAAAAAAV0/5kerkuCkJB8/s1600/19854709.jpg-r_760_x-f_jpg-q_x-20111124_014547.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-37QJzrcjc90/T0F3AMAGWAI/AAAAAAAAAV0/5kerkuCkJB8/s320/19854709.jpg-r_760_x-f_jpg-q_x-20111124_014547.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-5831059221402910698?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/5831059221402910698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2012/02/drive-2011-di-nicolas-winding-refn.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5831059221402910698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5831059221402910698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2012/02/drive-2011-di-nicolas-winding-refn.html' title='Drive (2011) di Nicolas Winding Refn'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-e3IlsvVEurY/T0Fov1vllII/AAAAAAAAAVc/RMsKm4b1h6M/s72-c/locandinapg3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-5476025200936711852</id><published>2012-02-11T16:29:00.000+01:00</published><updated>2012-02-11T16:31:24.192+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Sylvia Plath</title><content type='html'>&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&amp;nbsp;11 Febbraio 1963: Sylvia Plath, dopo aver accompagnato i figli a scuola e aver scritto la sua ultima poesia, "Orlo", decide di allontanarsi per sempre dalla vita terrena.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; 11 Febbraio 2012: Per non dimenticare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="font-weight: normal; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;Orlo - Sylvia Plath&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;  &lt;/span&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="font-weight: normal; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;La donna è a perfezione.&lt;br /&gt; Il suo morto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;Corpo ha il sorriso del compimento,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; un'illusione di greca necessità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; scorre lungo i drappeggi della sua toga,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; i suoi nudi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; piedi sembran dire:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; abbiamo tanto camminato, è finita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; come un bianco serpente a una delle due piccole&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; tazze del latte, ora vuote.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; Lei li ha riavvolti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; Dentro il suo corpo come petali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; di una rosa richiusa quando il giardino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; s'intorpidisce e sanguinano odori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; Niente di cui rattristarsi ha la luna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; che guarda dal suo cappuccio d'osso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; A certe cose è ormai abituata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br style="font-weight: normal;" /&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; Crepitano, si tendono le sue macchie nere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/h6&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LDlt_LPKyrY/TzaHyoPoWOI/AAAAAAAAAVQ/ItKrHarUnVM/s1600/sylvia-plath.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-LDlt_LPKyrY/TzaHyoPoWOI/AAAAAAAAAVQ/ItKrHarUnVM/s400/sylvia-plath.jpg" width="263" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-5476025200936711852?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/5476025200936711852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2012/02/sylvia-plath.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5476025200936711852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5476025200936711852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2012/02/sylvia-plath.html' title='Sylvia Plath'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LDlt_LPKyrY/TzaHyoPoWOI/AAAAAAAAAVQ/ItKrHarUnVM/s72-c/sylvia-plath.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-57750227466549504</id><published>2012-02-08T00:45:00.001+01:00</published><updated>2012-02-08T00:46:26.396+01:00</updated><title type='text'>Le Cinema Règne</title><content type='html'>Ultimamente ci sono stato davvero poco, e mi scuso. E solo in questi giorni mi sono accorto di quanto numerose e sempre in crescita siano le visite in questo blog. Noto con piacere che molti post raccolgono tantissime visite al giorno e mi compiaccio di quanta gente sia vicina al Cinema.&lt;br /&gt;Volevo ringraziare tutti i lettori, di cuore.&lt;br /&gt;Detto questo, chiudo la parentesi e vi avviso che presto arriveranno nuove recensioni e spero di continuare a guardare film con la stessa assiduità dei mesi scorsi (esami universitari permettendo).&lt;br /&gt;Colgo inoltre l'occasione per celebrare (con estremo ritardo) anche qui il compleanno di un dio del Cinema: François Truffaut.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="215" src="http://www.youtube.com/embed/4_Rsr7KWEsc" width="360"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-57750227466549504?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/57750227466549504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2012/02/le-cinema-regne.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/57750227466549504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/57750227466549504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2012/02/le-cinema-regne.html' title='Le Cinema Règne'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/4_Rsr7KWEsc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-7223223617001918807</id><published>2011-11-25T15:51:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T15:57:20.093+01:00</updated><title type='text'>Angolo pubblicità: La Parigi di Maria Antonietta presenta...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Richiamo l'attenzione degli iscritti e di chi visita il blog. Se siete amanti della storia vi invito a partecipare a questo concorso indetto dalla scrittrice del libro "La Parigi di Maria Antonietta - Tutto a te mi guida" e creatrice dell'omonimo blog sulla vita della sfortunata regina francese e sulla vita aristocratica e parigina del tempo e non.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;Il blog in quesitone è questo: &lt;a href="http://laparigidimariaantonietta.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://laparigidimariaantonietta.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;E il link per partecipare al concorso è questo: &lt;br /&gt;&lt;a href="http://laparigidimariaantonietta.blogspot.com/2011/11/attention-please-ecco-voi-il-mio-primo.html?showComment=1322232570292#c6529532740796656176" target="_blank"&gt;http://laparigidimariaantonietta.blogspot.com/2011/11/attention-please-ecco-voi-il-mio-primo.html?showComment=1322232570292#c6529532740796656176&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Ovviamente il premio per il vincitore sarà una copia autografata del libro di Alice Mortali "La Parigi di Maria Antonietta"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vDbadJlAZlI/Ts-sQajPQ8I/AAAAAAAAAT4/VizfiUAu3Go/s1600/La_Parigi_di_Maria_Antonietta.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-vDbadJlAZlI/Ts-sQajPQ8I/AAAAAAAAAT4/VizfiUAu3Go/s400/La_Parigi_di_Maria_Antonietta.jpg" width="267" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partecipate in tanti ragazzi!! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-7223223617001918807?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/7223223617001918807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/angolo-pubblicita-la-parigi-di-maria.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7223223617001918807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7223223617001918807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/angolo-pubblicita-la-parigi-di-maria.html' title='Angolo pubblicità: La Parigi di Maria Antonietta presenta...'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-vDbadJlAZlI/Ts-sQajPQ8I/AAAAAAAAAT4/VizfiUAu3Go/s72-c/La_Parigi_di_Maria_Antonietta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-8907021200871283064</id><published>2011-11-18T19:59:00.001+01:00</published><updated>2011-11-19T17:41:29.432+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nouvelle Vague'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jean Pierre Leaud'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='François Truffaut'/><title type='text'>"Chi è Antoine Doinel?" di François Truffaut</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UStRktu9aX0/TsatUtbpC3I/AAAAAAAAASI/MviTZ0Np2m0/s1600/n1b0uu.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="192" src="http://1.bp.blogspot.com/-UStRktu9aX0/TsatUtbpC3I/AAAAAAAAASI/MviTZ0Np2m0/s400/n1b0uu.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po' di tempo fa, una domenica mattina, la televisione francese trasmette, all'interno del programma &lt;i&gt;La Sequénce du Spectateur&lt;/i&gt; una scena da &lt;i&gt;Baci rubati&lt;/i&gt; in cui appaiono Jean-Pierre Léaud e Delphine Seyring. Il giorno dopo entro in un bar in cui non avevo mai messo piede, a Saint-Lazare, e il gestore mi dice: &lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;«&lt;/span&gt;Toh! La riconosco, l'ho vista ieri alla televisione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;». Naturalmente non sono io che il proprietario del bar ha visto alla televisione, ma Jean-Pierre Léaud nel ruolo di Antoine Doinel. Chiedo un caffè molto forte, il padrone me lo porta e, avvicinandosi, mi fissa più attentamente e aggiunge: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;«E' un po' che ha girato quel film, vero? Era più giovane...&lt;/span&gt;».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questa storia la racconto perché illumina abbastanza bene l'ambiguità (oltre che la collocazione) di Antoine Doinel, personaggio immaginario che rappresenta la sintesi di due persone reali, Jean-Pierre Léaud e me. Nel settembre del 1958, avevo fatto pubblicare un annuncio sul &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;«France Soir&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;» per trovare un ragazzo di tredici anni che interpretasse il ruolo di protagonista de &lt;i&gt;I quattrocento colpi&lt;/i&gt;. Avevo appena scritto la sceneggiatura del film in collaborazione con&amp;nbsp; il mio amico Marcel Moussy e l'idea che ci aveva ispirati durante tutto il lavoro era di abbozzare una cronaca dell'adolescenza, considerata non con maliconica nostalgia ma come un brutto momento da superare. Si presentarono una sessantina di ragazzi a cui feci dei provini individuali in sedici millimetri; mi accontentai di rivolger loro domanda abbastanza semplici, poiché il mio scopo era quello di rintracciare un'affinità più morale che fisica con il ragazzo ch'io credevo d'essere stato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Jean-Pierre Léaud si differenziava nettamente dalla schiera e dopo quella eliminatoria decisi di affidargli il ruolo di Antoine Doinel. Gli altri ragazzi comunque non si erano disturbati invano dato che furono trattenuti per una settimana per girare le numerose scene scolastiche presenti nel film.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Jean-Pierre Léaud, che aveva allora quattordici anni, era meno sornione di Antoine Doinel, che fa sempre tutto di nascosto, fingendo la sottomissione per agire poi di testa sua. Jean-Pierre Léaud era un solitario, un asociale come Antoine Doinel, sempre ai limiti della ribellione, ma per essere un adolescente aveva una salute migliore e spesso si mostrava sfrontato. Fin dal primo provino davanti alla macchina da presa dice: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sembra che cerchiate qualcuno con la risposta pronta, così mi sono presentato»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;. Jean-Pierre leggeva molto poco, contrariamente a Doinel e pur avendo, senza dubbio, una vita interiore, dei pensieri segreti, era già figlio dell'audiovisivo cioè avrebbe rubato più volentieri dei dischi di Ray Charles che dei libri della Pléiade.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dove ho trovato il nome di Antoine Doinel? Inizialmente pensai ad un nome dal suo carezzevole, quello di Etienne Loinod, un collaboratore dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Cahiers du Cinéma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;» (in realtà lo pseudonimo anagrammato di Jacques Doniol Valcroze). In seguito restai fermamente convinto di aver inventato il nome di Antoine Doinel fino al giorno in cui qualcuno mi fece notare che avevo semplicemente&amp;nbsp; preso in prestito quello della segretaria di Jean Renoir, Ginette Doinel!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E' stato proprio Jean Renoir ad insegnarmi che l'attore, mentre interpreta un personaggio, è più importante del personaggio stesso o, se si preferisce, che bisogna sempre sacrificare l'astratto al concreto. Non c'è da stupirsi quindi che Antoine Doinel si sia scostato da me, fin dai primi giorni di ripresa de &lt;i&gt;I quattrocento colpi&lt;/i&gt; per avvicinarsi a Jean-Pierre. Antoine Doinel sullo schermo è diventato più coraggioso del previsto e in apparenza così in buona fede che il pubblico gli ha perdonato tutto, e i genitori e gli altri personaggi adulti, di cui Marcel Moussy e io avremmo voluto addolcire e i comportamenti, sono risultati quasi odiosi di fronte sullo schermo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aoatCCnP7AQ/TsbDGwq7S1I/AAAAAAAAASQ/p2BstOfGb4Y/s1600/400-coups-1959-04-g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="204" src="http://3.bp.blogspot.com/-aoatCCnP7AQ/TsbDGwq7S1I/AAAAAAAAASQ/p2BstOfGb4Y/s320/400-coups-1959-04-g.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="border: medium none; padding: 0pt 1.2em 0pt 0pt;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 125%; font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Negli altri film del ciclo Doinel, ho corretto il tiro tenendo conto del fenomeno di straordinaria simpatia sempre suscitata da Jean-Pierre Léaud sul pubblico; infatti non troviamo mai dei personaggi antipatici in &lt;i&gt;Baci rubati&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Non drammatizziamo...è solo questione di corna&lt;/i&gt; scritti in collaborazione con i miei amici Claude de Givray e Bernard Revon, con l'intento preciso di equilibrare le forze in gioco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Antoine Doinel non è quello che si dice un personaggio esemplare; è scaltro, ha del fascino e ne approfitta, mente e ancor più spesso dissimula e richiede più amore di quanto egli stesso ne possa offrire; non rappresenta l'uomo in generale ma un uomo in particolare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta terminato un film, dopo diversi mesi, il laboratorio telefona alla produzione per avere l'autorizzazione a distruggere la pellicola non utilizzata nel montaggio finale: i doppioni, gli spezzoni che avvolti nelle bobine di metallo ingombrerebbero i blockhaus. Per la maggior parte dei miei film do facilmente questa autorizzazione, per il ciclo Doinel non mi è riuscito, perché avevo l'impressione che la pellicola consacrata a Jean-Pierre Léaud, in cui egli ogni volta veniva colto in una diversa tappa del suo sviluppo fisico, fosse più preziosa di altre in cui i personaggi erano adulti. Ho detto quasi tutto e in realtà non ho spiegato nulla. Aggiungo solamente che secondo me, Jean-Pierre Léaud è, secondo me, il miglior attore della sua generazione e sarebbe ingiusto pensare che Antoine Doinel non è per lui che uno dei personaggi che ha interpretato, uno degli abiti che ha indossato, uno dei compagni della sua infanzia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;François Truffaut&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Iyn3szQgzpw/TsbJQr1UG4I/AAAAAAAAASg/6K55yTx9fQY/s1600/I_400_colpi_01.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="195" src="http://4.bp.blogspot.com/-Iyn3szQgzpw/TsbJQr1UG4I/AAAAAAAAASg/6K55yTx9fQY/s400/I_400_colpi_01.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-M70688LqpmM/TsbIU6gAEpI/AAAAAAAAASY/2R5iy7A04sU/s1600/tumblr_lfmyt3QuGv1qahp1ro1_500.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Info:&lt;a href="http://www.amazon.it/piacere-degli-occhi-Minimum-cinema/dp/8875212481/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1321720819&amp;amp;sr=1-1"&gt;http://www.amazon.it/piacere-degli-occhi-Minimum-cinema/dp/8875212481/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1321720819&amp;amp;sr=1-1&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/avventure-Antoine-Doinel-tascabili-Marsilio/dp/8831764942/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1321720837&amp;amp;sr=1-1" target="_blank"&gt;http://www.amazon.it/avventure-Antoine-Doinel-tascabili-Marsilio/dp/8831764942/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1321720837&amp;amp;sr=1-1&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 125%; font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 125%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-8907021200871283064?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/8907021200871283064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/chi-e-antoine-doinel-di-francois.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/8907021200871283064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/8907021200871283064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/chi-e-antoine-doinel-di-francois.html' title='&quot;Chi è Antoine Doinel?&quot; di François Truffaut'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-UStRktu9aX0/TsatUtbpC3I/AAAAAAAAASI/MviTZ0Np2m0/s72-c/n1b0uu.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-8546077528909731792</id><published>2011-11-10T21:34:00.000+01:00</published><updated>2011-11-11T01:37:03.644+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema d&apos;Autore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Xavier Dolan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='François Truffaut'/><title type='text'>J'ai tué ma mère (2009) di Xavier Dolan</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-k2qnwycA_88/TrwSLs6IwKI/AAAAAAAAAP4/_VkRqWBBeTg/s1600/63357_112472562146560_112471192146697_89494_2412008_n.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-k2qnwycA_88/TrwSLs6IwKI/AAAAAAAAAP4/_VkRqWBBeTg/s320/63357_112472562146560_112471192146697_89494_2412008_n.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se notiamo l'anno di nascita di Xavier Dolan, regista e interprete del suo primo lavoro, ci accorgiamo che, nel momento della realizzazione del film, aveva soltano vent'anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come possiamo spiegare quindi un tale talento che emerge (o meglio, ha la possibilità di emergere) così giovane?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In fin dei conti non dobbiamo essere così stupiti dalla notizia; ricordiamoci che il connazionale (e indimenticabile) François Truffaut aveva soltanto venticinque anni quando realizzò il suo primo film (e primo capolavoro): &lt;i&gt;I 400 Colpi.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non faccio l'esempio di Truffaut e del suo primo lungometraggio per puro caso ma perché, oltre ad essere stato francese come Dolan, sembra quasi aver lasciato una profonda incisione nell'arte cinematografica francese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infatti, guardando la pellicola del giovane regista della nostra generazione ci accorgiamo che &lt;i&gt;I 400 Colpi&lt;/i&gt; sia stata una profonda ispirazione, soprattutto se prendiamo in considerazione la trama.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di cosa parla dunque "J'ai tué ma mère"?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il protagonista della storia, Hubert, interpretato dallo stesso Dolan, è un ragazzino di sedici anni che vive con la madre dall'età di nove anni in seguito alla separazione dei genitori. Nonostante il rapporto così fisicamente inevitabile, però, Hubert odia la madre fino a farle notare ogni suo minimo errore, persino nel modo in cui mangia, in cui si muove, in cui si veste. Essendo quindi così distaccato dalla donna, il ragazzo si distanzia sempre più da lei, non parlandole, rimanendo sempre fuori casa, fra le braccia del suo ragazzo a cui invidia quasi la vita (e la madre), continuando ad essere sempre più indisciplinato, scappando di casa e mantenendo una condotta poco invidiabile a scuola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così, i genitori, una volta avendolo tratto in inganno, lo iscrivono ad un collegio fuori città dove il ragazzo sarà costretto a fare nuove amicizie che lo confondono ancora di più e che lo portano a tradire il suo ragazzo e così, ad odiare sempre di più la madre per una decisione così drastica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma sono proprio le esperienze fatte in collegio che fanno comprendere ad Hubert che è della madre che lui non può fare a meno, perché lei è la persona con cui può confidarsi, di cui si deve fidare. Nonostante ciò però, l'ennesima delusione arriva dalla madre e Hubert è costretto, in un impulso di ira, ad alzare le mani. Ciò turba la donna e soprattutto Hubert stesso che, tornando in collegio, subisce una violenza da parte di alcuni ragazzi omofobi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scappato di casa, e rifugiatosi nel posto in cui insieme alla madre giocava durante la sua infanzia, Hubert incontra nuovamente la donna che, dopo averlo abbracciato, guarda il panorama naturale che si para di fronte ai loro occhi e che sembra accoglierli nella loro condivisione di questo amore innato.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-1D4k9iNHG7Q/TrwbPUdUpvI/AAAAAAAAAQA/qG01mE2YOyU/s1600/Senza+titolo-1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://2.bp.blogspot.com/-1D4k9iNHG7Q/TrwbPUdUpvI/AAAAAAAAAQA/qG01mE2YOyU/s400/Senza+titolo-1.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Dunque, un ragazzo di vent'anni può essere in grado di dirigere un film di grande spessore?&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Se si guarda la pellicola ci si accorge, in quei soli novantacinque minuti, che Dolan non è privo di quella capacità di cui molti registi francesi fanno sfoggio ultimamente. Certo è, però (e bisogna ammetterlo), che il cinema francese ormai si è guadagnato il posto, a mio parere, di cinema d'autore per eccellenza. Basti pensare ad un'altra regista emergente (ma con un po' più di anni) che ultimamente ha incantato gli occhi della critica: Céline Sciamma.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;E' vero quindi che i cineasti francesi sono "colmi" di quell'esperienza che manca a gran parte dei registi della nostra generazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Parlando di Dolan in particolare bisogna dire che per la sua età (è nato nel 1989) dirigere un film come J'ai tué ma mère è stata una grande prova, così grande da riuscire ad apparire come una grande rivelazione al festival di Cannes del 2009, dove il film fu presentato in anteprima.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Vent'anni son pochi, e nonostante si pensi di mostrare una regia acerba, Dolan ha dimostrato perfettamente il contrario. Forse è anche perché la sua è una famiglia d'arte. Bisogna dover invidiare un ragazzo del genere che, così giovane, sa dirigere un film con quest'audacia e questo talento che sembrerebbe del tutto innato.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Nonostante ciò, però, non può dirsi che il film sia completamente perfetto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Come si diceva precedentemente, forti sono i richiami al primo lungometraggio di Truffaut, e da cinefilo, c'è chi si accorge di questo particolare, tanto da pensare, mentre si guarda il film, che quel che Dolan fa è più di una citazione, quasi al limite.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Ne I 400 Colpi, Antoine Doinel, protagonista, odia la madre al punto da "ucciderla" (come Hubert) dicendo al professore che sua madre è morta, scappa di casa e quando le sue marachelle arrivano al limite del tollerabile viene portato in un collegio per giovani criminali da cui, infine, riesce a fuggir via.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Strano è ritrovare questi particolari nel film di Dolan.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Se si va altrove, però, ci si rende conto che la regia risulta impeccabile (stiamo pur sempre parlando di un ventenne) e che la recitazione, la fotografia e il lato tecnico sono così curati da far credere impossbile che un ragazzo così giovane sia riuscito a dirigere un film del genere, visti i tempi che corrono e che ormai scarseggiano di vero cinema.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Nota dolente, a mio parere, rimane la scena di violenza omofoba nei confronti del personaggio interpretato da Dolan che risulta alquanto forzata all'interno della storia del film.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;I personaggi principali risultano alquanto dettagliati psicologicamente e grande spessore assume quello della professoressa di Hubert che appare quasi come la coscienza del ragazzo, vittima anch'essa del rapporto poco significativo col padre.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Infine, sono da notare le scene che fanno comprendere che il film sia stato diretto da una persona così giovane, e in particolare ci si riferisce a scene come quella in cui Hubert e il suo ragazzo ridipingono una parete e finiscono per fare sesso fra i colori accesi della vernice. Montaggio curato e ricercato, come d'altronde lo sono le inquadrature che si ripetono nel corso del film e che risultano per la maggior parte delle scene alquanto precise.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-UCi4m387iOQ/Trw17DPxFiI/AAAAAAAAAQI/zflAXNdclro/s1600/Senza+titolo-2.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://4.bp.blogspot.com/-UCi4m387iOQ/Trw17DPxFiI/AAAAAAAAAQI/zflAXNdclro/s400/Senza+titolo-2.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Grande importanza invece assumono le scene che rappresentano l'ego interiore di Hubert che, sempre più adirato, immagina la madre morta e dolorante come la Vergine, ma soprattutto le scene che evidenziano il passato e i sogni del ragazzo in cui il suo rapporto con la madre raggiunge alti livelli affettivi.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Un film che sicuramente va oltre le aspettative di chi lo guarda e che lascia far credere, fortunatamente, che anche i giovani riescono a saper fare arte. &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Da vedere, ovviamente, per fare la conoscenza di questo giovane regista (già in precedenza improvvisatosi attore) che si spera continui a fare film che assumano la portata di questa prima opera.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-8546077528909731792?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/8546077528909731792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/jai-tue-ma-mere-2009-di-xavier-dolan.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/8546077528909731792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/8546077528909731792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/jai-tue-ma-mere-2009-di-xavier-dolan.html' title='J&apos;ai tué ma mère (2009) di Xavier Dolan'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-k2qnwycA_88/TrwSLs6IwKI/AAAAAAAAAP4/_VkRqWBBeTg/s72-c/63357_112472562146560_112471192146697_89494_2412008_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-5039409397609113713</id><published>2011-11-06T02:42:00.000+01:00</published><updated>2011-11-06T02:42:46.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Walt Disney'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Troppe chiese dorate e troppi villaggi senza pane&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/4VuOLlOk9VA" width="450"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-5039409397609113713?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/5039409397609113713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/troppe-chiese-dorate-e-troppi-villaggi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5039409397609113713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5039409397609113713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/troppe-chiese-dorate-e-troppi-villaggi.html' title=''/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/4VuOLlOk9VA/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-1829495174783132667</id><published>2011-11-06T01:57:00.003+01:00</published><updated>2011-11-06T02:04:33.091+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema d&apos;Autore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Céline Sciamma'/><title type='text'>Naissance des Pieuvres (2007) di Céline Sciamma</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-pVZfBmchM7g/TrXMrKvmtSI/AAAAAAAAAPQ/Kipzo0OV4KU/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-pVZfBmchM7g/TrXMrKvmtSI/AAAAAAAAAPQ/Kipzo0OV4KU/s320/locandina.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt; Certo è, che queste nuove registe straniere sanno proprio il fatto loro!&lt;br /&gt;Ogni cinefilo che si deve ormai conosce il nome della cineasta Céline Sciamma, reduce dall'ultimo appetitoso successo, "Tomboy", presentato in anteprima in Italia alla 26° edizione del Torino GLBT Film Festival proprio quest'anno. Da poco uscito nelle sale, il nuovo film della regista francese ha riscosso molto successo nella critica ma sicuramente non va dimenticato il suo primo lungometraggio del 2007 che, presentato in anteprima al Festival di Cannes, nella sezione Un certain regard, aveva catturato l'attenzione dei critici che si trovarono divisi nel giudicare la pellicola.&lt;br /&gt;Ambientato nel mondo del nuoto, il film racconta la storia di Marie e Anne, amiche del cuore, innamorate di loro due coetanei, nuotatori e apparentemente stupendi.&lt;br /&gt;Quando Marie, un giorno, assiste ad una competizione di nuoto, viene subito attratta dalla bellissima ed affascinante Floriane, quindicenne, molto sicura di sé grazie al suo aspetto. Pur di starle accanto, così, Marie inizia a conoscerla, dapprima cercando di introdursi agli allenamenti di nuoto e successivamente facendo da braccio destro della ragazza che inizia ad approfittare della sua bontà fin quando, entrambe molto vicine l'uno all'altra non arrivano ad approcciarsi a un rapporto quasi morboso che fa soffrire sempre di più Marie, ormai innamorata di Floriane che non gode di una grande reputazione all'interno della squadra di noto e fra i suoi coetanei, difatto la ragazza si presta con facilità alle attenzioni che le riservano i ragazzi e gli uomini che la notano.&lt;br /&gt;Alla loro storia si intreccia quella di Anne, invaghitasi del ragazzo che cerca di portarsi a letto Floriane, ma senza successo.&lt;br /&gt;Quando però il rapporto fra Floriane e il suo apparente ragazzo sembra inclinarsi per via dei vari rifiuti sessuali della ragazza, i sogni di Marie, delusa dalla sua nuova amica, e Anne, sempre più sperante che il ragazzo da cui è attratta la noti, sembrano avverarsi.&lt;br /&gt;E' per questo che entrambe si trovano coinvolte in rapporti sessuali con le persone dei loro desideri, facendole allontanare l'una dall'altra.&lt;br /&gt;Ma basterà veramente poco per far capire cosa sia più importante fra un semplice approccio fisico che logora i sentimenti e una sincera amicizia.&lt;br /&gt;Ne paga a sue spese infatti Marie, che, ormai sicura che Floriane sia sua, riceve un bacio dalla ragazza che, dopo averla quasi derisa, si allontana da lei avvisandola che sarebbe corsa fra le braccia di un ragazzo che aveva notato e che sapeva sarebbe caduto ai suoi piedi.&lt;br /&gt;E' il momento così, per Marie, di rendersi conto di quanto immatura e poco disinibita era la ragazza di cui si era invaghita, e quindi di ritornare dalla sua amica, guarita anche lei dall'infatuazione per una persona molto superficiale.&lt;br /&gt;E mentre le due ragazze vivono la loro "guarigione" sentimentale, Floriane balla, chiudendo gli occhi e portandosi le mani ai capelli, cercando di attirare l'attenzione di quel ragazzo che la interessava ma che sicuramente la farà sempre di più allontanare dal suo naturale ego.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--Cv9DAepIKY/TrXU_zkYg3I/AAAAAAAAAPY/eAEmMb7d1xk/s1600/Senza+titolo-2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="169" src="http://2.bp.blogspot.com/--Cv9DAepIKY/TrXU_zkYg3I/AAAAAAAAAPY/eAEmMb7d1xk/s320/Senza+titolo-2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quando si guarda il film ci si accorge però che non tutto funziona all'interno della storia, ambientata in una tiepida cittadina francese.&lt;br /&gt;Se il rapporto fra Marie e Floriane è quello a cui si dedica la maggior parte dell'attenzione, facendoci così comprendere la psicologia delle due ragazzine, non si può dire la stessa cosa dei due personaggi che affiancano le protagoniste e che sembrano essere accantonati in diversi momenti del film per poi ritrovarli poco dopo, quasi facendoci dimenticare della loro storia. Sicuramente ci appare evidente come il personaggio di Anne, ragazzina sui sedici anni, sembra essere molto complessato per la sua ingenuità e per il suo aspetto fisico che, come le farà notare l'amica in seguito, non le permette di attrarre il ragazzo a cui ambisce.&lt;br /&gt;Nonostante ci viene presentato questo personaggio così fragile, però, la sua introspezione si ferma lì, non va oltre, e ciò non permette al pubblico di seguire con attenzione la sua storia e di riuscire a coinvolgersi col personaggio stesso.&lt;br /&gt;Cosa inversa accade per le due protagoniste.&lt;br /&gt;Marie è una ragazzina alle prese con la sua prima cotta che la porta a fare quasi l'impossibile per cercare di intrecciare un rapporto di qualsiasi tipo con Floriane, con ormai molta esperienza in fatto di amori ma con pochissima esperienza nella vita. Ci accorgiamo così, nel crescere della loro amicizia che, mentre Marie vive il suo essere omosessuale con tranquillità, Floriane è una ragazza con dei grandi complessi sociali che la costringono a farsi snobbare dalle ragazze soltanto per essere temuta, per essere vista come colei che può ammaliare i ragazzi, che può ottenere tutto da loro con un semplice schiocco delle dita.&lt;br /&gt;E proprio nel momento in cui Floriane cerca di crescere, volendo a tutti i costi instaurare un rapporto di coppia con il ragazzo che le fa il filo, non ci riesce ed è costretta a rimanere nel suo stato di falsa apparenza.&lt;br /&gt;E', infatti, Marie a comprendere veramente che non è Floriane quella ragazza matura che credeva, che la sua era stata soltanto un'illusione.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-T5uc_UPr3mQ/TrXXwdZEGiI/AAAAAAAAAPg/nByTSvO9q4k/s1600/Senza+titolo-1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="167" src="http://1.bp.blogspot.com/-T5uc_UPr3mQ/TrXXwdZEGiI/AAAAAAAAAPg/nByTSvO9q4k/s320/Senza+titolo-1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Nel 2007 Cèline Sciamma è alle prese col suo primo lungometraggio che, ricco di scene che mostrano la realtà nuda e cruda, fa storcere il naso al Festival di Cannes in cui il film è presentato in anteprima. Nonostante le critiche positive, però, il film non riesce a raggiungere i paesi esteri (Italia compresa ovviamente!!) e quindi a non ottenere la fama che merita.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Y5gjK25SKOk/TrXa8Hr6BOI/AAAAAAAAAPw/9UOSM-C68Ek/s1600/tumblr_lkggw2aTgE1qzk5h3o1_500.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="175" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y5gjK25SKOk/TrXa8Hr6BOI/AAAAAAAAAPw/9UOSM-C68Ek/s200/tumblr_lkggw2aTgE1qzk5h3o1_500.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Nonostante ciò, basta guardare questa prima opera per accorgersi delle capacità della regista francese (che arriveranno al culmine con l'ultimo "Tomboy"). Forti e di impatto le scene che vedono coinvolte Marie e Floriane dapprima in un rapporto sessuale in cui la prima è "costretta" a deflorare l'amica e in seguito in un lungo bacio che poco ha di sensuale ma che prende ispirazione dalla pura realtà e per questo di grande impatto.&lt;br /&gt;Bellissimo finale che, nonostante voglia essere a lieto fine, riesce a lasciarti l'amaro in bocca e un senso di vuoto, forse per via del rallenty usato nelle scene che vedono una spensierata Floriane ballare al centro della pista mentre Anne si "depura" dal suo errore.&lt;br /&gt;Fotografia, ahimè, poco curata, ma forse per un primo film va più che bene.&lt;br /&gt;Ottime le interpretazioni delle tre ragazze protagoniste, due delle quali sono state nominate ai Premi César per questi ruoli. &lt;br /&gt;Riconoscibili (guai a chi non li nota) le citazioni al "Giardino delle Vergini Suicide" di Sofia Coppola (soprattutto nell'approccio che Anne ha con Floriane e in ciò che la spinge a collezionare tutto di lei, persino i rifiuti) e al poco fortunato "Lolita" di Adrian Lyne (d'altronde il personaggio di Floriane incarna proprio la moderna Lolita di Nabokov). &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9GjXpnaKATo/TrXa25bG-uI/AAAAAAAAAPo/8JRkjZxjc-A/s1600/Senza+titolo-3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="170" src="http://4.bp.blogspot.com/-9GjXpnaKATo/TrXa25bG-uI/AAAAAAAAAPo/8JRkjZxjc-A/s320/Senza+titolo-3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Da vedere per conoscere questa nuova regista che, sicuramente, dopo l'eccellente lavoro fatto con Tomboy, ci regalerà dei capolavori in futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-1829495174783132667?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/1829495174783132667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/naissance-des-pieuvres-2007-di-celine.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/1829495174783132667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/1829495174783132667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/naissance-des-pieuvres-2007-di-celine.html' title='Naissance des Pieuvres (2007) di Céline Sciamma'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-pVZfBmchM7g/TrXMrKvmtSI/AAAAAAAAAPQ/Kipzo0OV4KU/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-2371629734290133302</id><published>2011-11-03T13:27:00.010+01:00</published><updated>2011-11-03T23:11:58.457+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Melancholia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lars Von Trier'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kirsten Dunst'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Charlotte Gainsbourg'/><title type='text'>Melancholia (2011) di Lars Von Trier</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MP9csZUSaRE/TrKZlwA_-hI/AAAAAAAAAOk/PrlbG91aggg/s1600/Melancholia-poster.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670763754636179986" src="http://3.bp.blogspot.com/-MP9csZUSaRE/TrKZlwA_-hI/AAAAAAAAAOk/PrlbG91aggg/s400/Melancholia-poster.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 400px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 280px;" /&gt;&lt;/a&gt;A una settimana dall'inizio della 64ª edizione del Festival di Cannes  viene proiettato il nuovo film di Lars Von Trier, regista danese noto  soprattutto per la crudezza di cui ha fatto sempre sfoggio nelle sue  pellicole precedenti, specialmente in "Antichrist" dove da il massimo di  sè evidenziando la crudeltà e la perversione umana e facendo storcere  il naso al pubblico e alla critica.&lt;br /&gt;Ma nel 2011, Von Trier, colpisce  improvvisamente la critica lasciandola interdetta. E' così che,  nonostante il regista danese sia stato cacciato letteralmente dal  Festival a causa di alcuni commenti "positivi" sul conto di Hitler,  Melancholia, secondo la maggior parte del pubblico e dei registi, è da  considerarsi il miglior film della manifestazione cinematografica  francese.&lt;br /&gt;Ma è davvero così?&lt;br /&gt;Guardando Melancholia ci si accorge che il regista danese abbia voluto dare un taglio netto a quella che è la vera psicologia dei personaggi, dando il ruolo della forte ragazza/uomo realista alla sorella minore, Justine, in procinto di sposarsi con il personaggio del giovane attore Alexander Skarsgård, ma con grandi tentennamenti, in quanto vittima della sua depressione, del suo lavoro e della sua famiglia che la opprimono, e la sorella maggiore, Claire, a cui viene data una personalità del tutto premurosa ma con qualche insicurezza in più rispetto alla sorella.&lt;br /&gt;Entrambe, fanno parte del mondo della borghesia. La maggiore, Claire, ha sposato uno scienziato e vive in una grande reggia in cui la donna riesce a gestire tutto e in cui sembra felice in quanto la falsità della materia riesce a coprire i problemi che sembrano voler scardinare la tranquillità familiare. Justine, invece, nonostante sia una ragazza apparentemente felice per le sue nozze, ci appare come colei che non riesce per niente ad accettare il suo ruolo all'interno della società; è bella, ha un lavoro da favola e il suo uomo la ama. Ma è la sua depressione che sembra portarla alla realtà effettiva delle cose. Justine si fa avanti, cerca di uscire dal suo ruolo da borghese infelice per l'intera durata del primo tempo in cui ci vengono mostrate le sue nozze (molto in stile Dogma95 devo dire) ma in realtà il suo "progetto" è più grande di lei stessa, infatti, non appena ne ha l'occasione, Justine si comporta da padrone, sottomettendo lo schiavo, colui che sta al di sotto di lei, un semplice inserviente del suo datore di lavoro, "violentandolo" quasi in un campo da golf e mostrandosi come la donna/uomo che ha caratterizzato i personaggi femminili delle opere del drammaturgo Strindberg, quindi compiendo un atto sadico che la tiene legata alle sue radici. Ecco che così, Von Trier, ci presenta il suo personaggio che appare una semplice vittima ma che dopotutto tanto vittima non è.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-a_Mrx78kv4o/TrKRn9XtnVI/AAAAAAAAAN0/O-XW4zLEjss/s1600/Melancholia1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670754996487822674" src="http://1.bp.blogspot.com/-a_Mrx78kv4o/TrKRn9XtnVI/AAAAAAAAAN0/O-XW4zLEjss/s400/Melancholia1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 170px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;A far da sfondo alle due sorelle ci sono i vari componenti della famiglia, dal padre spensierato e donnaiolo, alla madre delle sorelle, austera, depressa, strafottente e arrogante, tanto da far definitivamente crollare la figlia Justine che tanto ha di lei. Ma l'attenzione del regista si sofferma soprattutto sul marito scienziato di Claire, soprattutto nella seconda parte in cui ci viene mostrata la sua falsa impassibilità nei confronti di un imminente disastro nei confronti della terra che continua a celare fin quando, colto dalla disperazione non si suicida lasciando soli il figlio, la moglie e la sorella di lei che, in fin dei conti, sembra l'unica a saper realmente accettare la fine del mondo che non solo segnerà la fine dell'esistenza umana ma lacererà la borghesia che l'ha tenuta in trappola fino a quel momento.&lt;br /&gt;Justine, quindi, e con lei la presenza di Melancholia, rappresentano la fine del mondo corrotto caratterizzato da una borghesia oppugnante e soffocante che quasi sembra non rendersi conto di ciò che porta alla terra.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4EUPj59crCk/TrKZWizN7EI/AAAAAAAAAOY/NNAZfCEhLe4/s1600/Kirsten.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670763493390675010" src="http://4.bp.blogspot.com/-4EUPj59crCk/TrKZWizN7EI/AAAAAAAAAOY/NNAZfCEhLe4/s400/Kirsten.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 168px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;Ma se Von Trier stesso viene fuori da un ambiente borghese, perché lo critica tanto?&lt;br /&gt;Un mistero che in questo film rimane ancora irrisolto e che basta, insieme a qualche altro problema, a rendere il film non riuscito del tutto.&lt;br /&gt;Se la tecnica cinematografica usata nel film è impeccabile, dalla fotografia del tutto spettacolare che cambia dalla prima parte, in cui è tetra e cupa, alla seconda parte, in cui sembra avere un tocco più pittorico e sognante, alla tecnica registica con cui il regista danese convince sempre la critica a considerarlo un grande regista. Inutile dire quanto bello sia il prologo iniziale di otto minuti accompagnato dalle musiche di Wagner (tratte dal Tristano e Isotta) e dal ralenty che aveva reso spettacolare anche il prologo del suo film precedente, Antichrist. Funzionano elegantemente invece le scene accompagnate dallo stesso tema che sentiamo in tutto il film, specialmente quella in cui una Justine, ormai "guarita", si dona completamente nuda, distesa sul prato, al pianeta che presto porrà fine alla sua esistenza, quasi fosse lei parte di quella natura da cui la civiltà l'ha sradicata e che adesso sembra accoglierla nella sua immobilità estatica.&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ma sorge il dubbio guardando il film e arrivando a uno dei finali più crudeli della storia del cinema, senza speranza e con tanta illusione. Perchè Lars Von Trier ha voluto fare questo film veramente troppo ambizioso e poco riuscito?&lt;br /&gt;Nessuna speranza nei confronti dei personaggi, nessuna caratterizzazione superiore a quella data dalle scene, ma allora perché creare personaggi così complessi ma che non ci vengono del tutto presentati?&lt;br /&gt;Sembra mancare l'amore nel film di Von Trier che forse sarebbe riuscito a rendere il film un capolavoro. Nessuno dei personaggi ha sentimenti veri e propri e forse proprio per questo il finale con una Justine che cerca di portare alla morte sognante e poco crudele il nipotino che ha paura non riesce del tutto, rimane inspiegato.&lt;br /&gt;Nessuno, però, può negare che ancora una volta il regista danese dimostra di saper usare una macchina da presa e di saper tirar fuori dalle sue attrici (rigorosamente donne nei film di Von Trier) delle interpretazioni da urlo che riescono a coinvolgere il pubblico nella loro disperazione.&lt;br /&gt;Grandissima interpretazione per Kirsten Dunst, forse la migliore della sua filmografia; ancora più grande quella di Charlotte Gainsbourg che riesce quasi a commuovere con la sua disperazione che la tormenta.&lt;br /&gt;Il film, alla fine, risulta un bel film che purtroppo non riesce per le pecche che il regista si concede. Inutile dire che se non fosse per la sua bravura tecnica, la sua spietatezza e le interpretazioni eccellenti il film non sarebbe riuscito.&lt;br /&gt;Peccato che Von Trier non riesca ormai a non parlare della depressione che sembra essersi incrostata nella sua mente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-2371629734290133302?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/2371629734290133302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/melancholia-2011-di-lars-von-trier.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2371629734290133302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2371629734290133302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/melancholia-2011-di-lars-von-trier.html' title='Melancholia (2011) di Lars Von Trier'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-MP9csZUSaRE/TrKZlwA_-hI/AAAAAAAAAOk/PrlbG91aggg/s72-c/Melancholia-poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-4917056548933766865</id><published>2011-11-03T01:04:00.020+01:00</published><updated>2011-11-04T12:31:00.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nullità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Melancholia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lars Von Trier'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Youtube'/><title type='text'>La critica è un'analisi matematica (??)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-l7hbP7r3IqQ/TrHp6eTuyiI/AAAAAAAAANQ/FPqGLM2-u2Q/s1600/critica.png"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670570596613671458" src="http://3.bp.blogspot.com/-l7hbP7r3IqQ/TrHp6eTuyiI/AAAAAAAAANQ/FPqGLM2-u2Q/s200/critica.png" style="cursor: pointer; float: left; height: 142px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;E' incredibile quante persone possano riuscire a studiare cinema e continuare a non capirne veramente nulla.&lt;br /&gt;E infatti ieri non ho potuto trattenermi nel leggere un commento lasciato da una ragazzina che su youtube è nota per le pubblicazioni di video che tendono a sottolineare il suo spessore intellettivo.&lt;br /&gt;Ovviamente avete già capito di chi parlo, no, non Gemma del Sud, quella almeno non si rendeva conto...parlo di Barbie Xanax che nel suo continuo prendere in giro (ma siamo sicuri che le sue siano parodie? Mah!) si è fatta una certa fama fra le adolescenti bigotte.&lt;br /&gt;Non mi importa parlare di lei, o almeno, non come youtuber.&lt;br /&gt;In un blog di cinema si parla di cinema e infatti sono qui per riportarvi un'accesa discussione fra me e la suddetta in cui volano come mosche le sue idiozie, e infastidiscono pure:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CwdaYVZA1Is/TrHfFOcfB8I/AAAAAAAAALA/Tr654TOGz9U/s1600/Xanax1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670558686706075586" src="http://3.bp.blogspot.com/-CwdaYVZA1Is/TrHfFOcfB8I/AAAAAAAAALA/Tr654TOGz9U/s400/Xanax1.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 41px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;Da fan di Von Trier e da persona che ha apprezzato Melancholia non potevo non intervenire a un tale commento.&lt;br /&gt;E dopo alcune pidocchiosi commenti di utenti che paragonavano il film a quelli della saga sui vampiri (tra cui la stessa Xanax), ho preferito dire la mia seppur con un minimo di ingenua provocazione, convinto fino a quel momento di avere dall'altra parte dello schermo una persona intelligente dopo aver visto le varie recensioni tra cui quelle su Freaks (film e serie web) che mi avevano colpito e che rispecchiavano quasi del tutto le mie idee sui prodotti.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hxtePZPOlrE/TrHgNN7H5eI/AAAAAAAAALM/IYicr6O-CaM/s1600/Xanax2.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670559923516728802" src="http://3.bp.blogspot.com/-hxtePZPOlrE/TrHgNN7H5eI/AAAAAAAAALM/IYicr6O-CaM/s400/Xanax2.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 38px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;Da questo momento in poi, dalle piccole manine tozze della Xanax sono state digitate solo parole cariche di cretinaggine, veleno e che confermavano la sua scarsa conoscenza in materia. Non solo, la tipetta, dopo l'intervento di una persona che mi ha fra gli "amici" su facebook e che adora Lynch, è stata in grado di aggredire pure lei continuando con il suo egocentrismo, affermando di essere laureata e poco ignorante (ok, siamo d'accordo, ma nella vita sei solo quella, Barbarella).&lt;br /&gt;Ecco a voi l'intera conversazione:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IEXGTAOG17o/TrHhkH2_a0I/AAAAAAAAALY/UjAMZKu_C-I/s1600/Xanax3.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670561416537402178" src="http://3.bp.blogspot.com/-IEXGTAOG17o/TrHhkH2_a0I/AAAAAAAAALY/UjAMZKu_C-I/s400/Xanax3.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 353px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-QpXiRBcTAkE/TrHiH_RNEzI/AAAAAAAAALk/E_INFf93sXk/s1600/Xanax4.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670562032706720562" src="http://4.bp.blogspot.com/-QpXiRBcTAkE/TrHiH_RNEzI/AAAAAAAAALk/E_INFf93sXk/s400/Xanax4.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 387px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jTHHm5qb5Ow/TrHijvDLvjI/AAAAAAAAALw/7gY5on4oHK0/s1600/Xanax5.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670562509389282866" src="http://1.bp.blogspot.com/-jTHHm5qb5Ow/TrHijvDLvjI/AAAAAAAAALw/7gY5on4oHK0/s400/Xanax5.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 340px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8QwD66AdZHU/TrHi_sPt7RI/AAAAAAAAAL8/Ajd2doAEdFI/s1600/Xanax6.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670562989672885522" src="http://3.bp.blogspot.com/-8QwD66AdZHU/TrHi_sPt7RI/AAAAAAAAAL8/Ajd2doAEdFI/s400/Xanax6.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 312px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-F-AiNf4NqWM/TrHjfrjWWLI/AAAAAAAAAMI/13YyyIQqXrE/s1600/Xanax7.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670563539242604722" src="http://4.bp.blogspot.com/-F-AiNf4NqWM/TrHjfrjWWLI/AAAAAAAAAMI/13YyyIQqXrE/s400/Xanax7.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 368px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-x38NFK_Tu-c/TrHkcKYf3jI/AAAAAAAAAMU/h-WyXRjt9ZE/s1600/Xanax8.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670564578310741554" src="http://3.bp.blogspot.com/-x38NFK_Tu-c/TrHkcKYf3jI/AAAAAAAAAMU/h-WyXRjt9ZE/s400/Xanax8.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 377px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ivEu17te2Oc/TrHlMdKxRFI/AAAAAAAAAMg/iKKUMXng_Og/s1600/Xanax9.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670565407987156050" src="http://2.bp.blogspot.com/-ivEu17te2Oc/TrHlMdKxRFI/AAAAAAAAAMg/iKKUMXng_Og/s400/Xanax9.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 298px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-nc0nmN2ND6s/TrHl5nSsqeI/AAAAAAAAAMs/SaKRobdEDhM/s1600/Xanax10.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670566183798876642" src="http://2.bp.blogspot.com/-nc0nmN2ND6s/TrHl5nSsqeI/AAAAAAAAAMs/SaKRobdEDhM/s400/Xanax10.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 308px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 393px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ezS70j93YAg/TrLCoXUxE0I/AAAAAAAAAOw/y_cuVNRZTbk/s1600/Xanax111.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670808879524549442" src="http://3.bp.blogspot.com/-ezS70j93YAg/TrLCoXUxE0I/AAAAAAAAAOw/y_cuVNRZTbk/s400/Xanax111.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 378px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-p8XM_vCWQUk/TrHmfTuaTvI/AAAAAAAAAM4/jb3WzeW-jzI/s1600/Xanax11.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670566831381434098" src="http://3.bp.blogspot.com/-p8XM_vCWQUk/TrHmfTuaTvI/AAAAAAAAAM4/jb3WzeW-jzI/s400/Xanax11.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 241px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;Adesso non so voi, critici VERI, ma io mi sentirei offeso. Tutti, secondo la suddetta, dovrebbero pensarla allo stesso modo (manco fossimo davvero sotto dittatura hitleriana, ma dato che si parlava di Von Trier...xD) e le critiche dei film non devono essere né libere né possono contenere opinioni dagli stessi critici. Suvvia, lo dice lei, tutti uguali da oggi in poi. Von Trier e Lynch fanno schifo. Ah, se la sentissero i Veri critici!&lt;br /&gt;Detto questo, scusate la mia perdita di controllo e l'essermi abbassato al livello umano della signorina (è stato l'unico mio errore ahimè) ma quando ho ragione farei di tutto affinché essa si affermi. Fortunatamente non sono stato appoggiato solo da "amici". Grazie alla laureata che, per l'ennesima volta, ha fatto la figura delle feci.&lt;br /&gt;Va a recensire fiction con l'Arcuri!&lt;br /&gt;Quanto a me, farò una recensione su Melancholia come si deve! (Non sono laureato e non sono un critico, quindi sono ignorante, badate eh, lo dice sua maestà!)&lt;br /&gt;Detto questo, veramente, se volete seguire una donna con i controcoglioni su Youtube seguite Cicciasan che con umiltà accetta le critiche altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Lo so che lo posterai su facebook, grazie per la visibilità, laureata ;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-4917056548933766865?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/4917056548933766865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/la-critica-e-unanalisi-matematica.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/4917056548933766865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/4917056548933766865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/11/la-critica-e-unanalisi-matematica.html' title='La critica è un&apos;analisi matematica (??)'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-l7hbP7r3IqQ/TrHp6eTuyiI/AAAAAAAAANQ/FPqGLM2-u2Q/s72-c/critica.png' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-3265152862582759197</id><published>2011-09-10T15:39:00.003+02:00</published><updated>2011-09-10T15:40:46.606+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema d&apos;Autore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carl Theodor Dreyer'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='François Truffaut'/><title type='text'>SebaCantastorie presenta...</title><content type='html'>Vi segnalo il canale di un mio grandissimo amico. Visitatelo in tanti, mi raccomando!&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/8v5odlAJYK4" allowfullscreen="" frameborder="0" height="345" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-3265152862582759197?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/3265152862582759197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/09/sebacantastorie-presenta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/3265152862582759197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/3265152862582759197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/09/sebacantastorie-presenta.html' title='SebaCantastorie presenta...'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/8v5odlAJYK4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-7661980891384819611</id><published>2011-09-01T22:03:00.010+02:00</published><updated>2011-09-02T00:22:48.515+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Natalie Portman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Darren Aronofsky'/><title type='text'>Il Cigno Nero (2010) di Darren Aronofsky</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-8d0tcNyQc9c/Tl_lfPJwizI/AAAAAAAAAJM/J0UT5IDrMrI/s1600/18.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 279px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8d0tcNyQc9c/Tl_lfPJwizI/AAAAAAAAAJM/J0UT5IDrMrI/s400/18.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647484782552058674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"E' un balletto che io ho affrontato per anni con tanti ballerini meravigliosi senza avere tutte queste &lt;/span&gt;contorsioni, queste frustrazioni. Certo, c'è la competizione, questo è molto bello, però qui si va un pochino oltre...a una cosa quasi malata. Non vedevo l'ora che finisse il film"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Carla Fracci&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fin dalla proiezione al Festival di Cannes, l'ultima pellicola di Darren Aronofsky fu stroncata dai giudizi del pubblico che accusava il regista statunitense di aver storpiato in tutto e per tutto un capolavoro di balletto classico e l'essenza della danza. Persino persone dell'ambiente, fra cui la notissima e bravissima ballerina Carla Fracci, commenta il film come un'opera noiosa, che uccide il mondo della danza e che lascia lo spettatore senza nessuna domanda, come se il film si presentasse come un avvertimento a tutte le ballerine nel fare attenzione a scegliere ed interpretare le parti di personaggi come Odile, la sorella cattiva del "Lago dei Cigni" di Čajkovskij, per poi non ritrovarsi in certe situazioni, come la protagonista de "Il cigno nero".&lt;br /&gt;Bene, non c'è nulla di più sbagliato. Se fin ora abbiamo considerato la Fracci una grandissima ballerina, ciò che in realtà essa è, non possiamo dire che lei sia una critica cinematografica e che comprenda per filo e per segno il concetto di un film.&lt;br /&gt;Se qualcuno ha criticato la pellicola come una storpiatura della danza classica, è nella strada sbagliata.&lt;br /&gt;Se qualcuno pensa che "Il cigno nero" sia un film SULLA danza classica, sbaglia, perché così non è proprio. Che un film sia o meno ambientato in un certo ambiente, questo non vuol dire che il film non renda protagonista la psicologia e soprattutto la mente del protagonista o della protagonista principale.&lt;br /&gt;E' questo "Il cigno nero": una pellicola che parla di una ragazza malata che ambisce a diventare una prima ballerina ma che inizia il suo contatto con la vita, da allora bloccato dalla madre e dalla malattia che la imprigiona nel suo stato di poca quiete, la schizofrenia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Nina è una giovane americana che vive con la madre e che fin da piccola ha ambito al sogno della sua vita, interpretare la prima ballerina in un balletto classico, di cui lei vive e che la rende felice. La pellicola inizia proprio offrendoci proprio ciò che sta nella mente di Nina, e lo fa con un sogno; lei, in bianco, balla al centro di un parco, con eleganza e timidezza, ma quando dietro di lei appare il cigno nero, essa si sente in pericolo, e la sua danza perfetta si trasforma in completo trasporto verso l'oblio, accompagnata dal male che vive dentro di lei e che la lascia d'un tratto, sola, come un cigno bianco indifeso, nell'oscurità fitta della vita.&lt;br /&gt;Nina si sveglia, sorride e racconta a sua madre ciò che ha sognato. Fin dalle prime scene ci viene presentata la sua vita; è una ragazza che sembra amare quel poco che la vita le sta offrendo, che ama danzare e si sforza ogni giorno di essere perfetta, per se, per gli altri. Nina si conforma, vola verso la perfezione, ma forse il protendere verso essa, è il suo limite.&lt;br /&gt;Durante i corsi di danza, il direttore coriografico, interpretato da Vincent Cassel, Thomas, fa visita alle ballerine, introducendo loro lo spettacolo che inaugurerà la nuova stagione: Il lago dei cigni. Egli ha bisogno di un volto nuovo, fresco, di una ballerina audace e in grado di interpretare non solo il ruolo del cigno bianco, ma anche del cigno nero, in modo che l'illusione nello spettatore sia totale.&lt;br /&gt;Nina, è fra le candidate a quel ruolo quindi a lei non resta che far sì che sia lei ad essere scelta.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-wn4iedi371I/Tl_yo-XttRI/AAAAAAAAAJU/LxQp5UhXw9w/s1600/natalie-portman-nel-thriller-black-swan-192562.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-wn4iedi371I/Tl_yo-XttRI/AAAAAAAAAJU/LxQp5UhXw9w/s400/natalie-portman-nel-thriller-black-swan-192562.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647499243497043218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La ragazza quindi dona la sua impeccabile esibizione. La parte del cigno bianco è sua, è perfetta, delicata, insicura quanto basta, e il cigno nero? Nina si mette in posizione, la musica parte ma il suo coinvolgimento non è quello che Thomas cerca. Lei non può essere il cigno nero, è rigida, non è sensuale, non sa esserlo, e perciò non potrà mai interpretare un ruolo come quello di Odile. Ed è sotto questa pressione che mentre Nina piroetta, cercando di essere perfetta ma non lasciva come il maestro vuole, che viene distratta dalla nuova arrivata, Lily, che le fa perdere la concetrazione fino a farla arrestare, fra la disperazione e l'insoddisfazione di Thomas che dice che ha visto abbastanza.&lt;br /&gt;Nina quindi è frustrata, il suo sogno è spezzato. Non può che dar la colpa a Lily ma non demorde, vuole quella parte e farà di tutto pur di averla. La determinazione non è il suo forte, la avvisa sua madre, che è molto protettiva nei suoi confronti, in modo morboso e che è molto protettiva nei confronti della figlia, fino a crearle pressione, una pressione che Nina stessa non riesce a gestire e che la fa sprofondare sempre di più, fino a non reagire anche se la madre la tortura per un semplice graffio alla schiena che la ragazza ha.&lt;br /&gt;Fin qui quindi ci viene mostrata una ragazza debole, che cerca la perfezione ma che, con la delusione subita, sa di non possedere. Nina torna da Thomas, lo cerca di convincere dicendogli che ha studiato la parte, che lei è perfetta per prendere il posto di Beth, colei che fino a quel momento è stata la prima ballerina e che adesso, con l'avanzare degli anni, viene scartata dall'uomo, con grande disappunto della donna stessa.&lt;br /&gt;No, non può darle la parte, dice Thomas, Nina non è quella che lei cerca. La ragazza si arrende e cerca di andare via, ma Thomas la ferma. E' per quello che lei lo ha supplicato? Per demordere al primo no? E proprio fra il silenzio della protagonista e la sua tensione, Thomas la bacia, provocando in lei una reazione di rifiuto che la porta a mordere le labbra del maestro e a scappare. Nina ha fatto uscire il cigno nero che è in se?&lt;br /&gt;Forse è proprio ciò che ha appena fatto a cambiare la situazione, ed è per questo che Nina viene scelta come la "Swan Queen", colei che interpreterà le parti di entrambe le sorelle, il cigno bianco e quello nero.&lt;br /&gt;E' questo l'incipit dell'opera di Aronofsky, che coinvolge lo spettatore usando spesso la telecamera a spalla e lunghi piani sequenza, proiettandolo all'interno del film fin dal primo momento.&lt;br /&gt;Nina così, inizia il suo percorso di trasformazione in ciò che Thomas cerca. Dapprima partecipa a una serata di gala, dove verrà derisa e aggredita dalla vecchia prima ballerina, invidiosa del ruolo che adesso Nina si sta, dopo tanti sforzi, guadagnando. La sua mente però è sempre più debole, e la ragazza inizia ad avere i primi disturbi. Soffre di manie di persecuzione, ma la sua non è un semplice disturbo, perché ciò che lei vede non è altro che lei stessa, la sua immagine, ciò che davvero le fa paura. E' da questo momento che iniziamo a comprendere la psicologia del personaggio e ne veniamo catapultati dentro. La ragazza inizia a vedere quindi, in tutto ciò che la circonda, una minaccia, dai suoi limiti nella danza classica al maestro che fa pressione su di lei, dalla madre perennemente protettiva nei suoi confronti fino a Lily, la ragazza che cerca di aiutarla a mettersi in contatto con la vita esterna, che a Nina appare sempre più mostruosa. Ed è proprio di Lily che Nina inizia ad invaghirsi, dapprima odiandola per la sua "imperfezione" e per la sua sensualità, adatta proprio a Odile, il personaggio che lei dovrebbe interpretare, e successivamente provando una pulsione sessuale nei suoi confronti che la porta ad immaginarla sul suo letto, in un momento di grave crisi, fra le urla della madre.&lt;br /&gt;Cosa sta accadendo dunque a Nina? Che fine ha fatto ciò a cui lei ambisce, la perfezione?&lt;br /&gt;Da qui, vediamo la protagonista della pellicola cadere nell'oblio più profondo che la porta ad entrare in aperto conflitto con Lily, che lei immagina essere una ragazza che vuole toglierle ciò che lei ha ottenuto con grande sforzo. Quindi, la sua stabilità mentale, allora fin troppo debole, si infrange nelle rocce della sua schizofrenia. Dapprima Nina diventa completamente pazza, e la sua crisi la porta a tornare a casa, urlante, mentre davanti ai suoi occhi si parano immagini di demoni che vogliono trascinarla nell'oscurità che alla fine sembrano impersonificarsi nella madre, da cui lei scappa, credendo di essere un vero e proprio cigno nero che la porta all'estremo delle sue forze, fino a farle perdere i sensi.&lt;br /&gt;Quando Nina si sveglia, sul suo letto, trova la madre accanto a se.&lt;br /&gt;Che cosa è accaduto?&lt;br /&gt;Nina non è in grado di partecipare alla prima dello spettacolo, è malata; è questo che la madre dice a Thomas, e non appena la ragazza viene a saperlo fa di tutto per tornare a teatro, picchiando la madre e avvertendola che la sua adorata bambina non esiste più.&lt;br /&gt;La sua malattia ha preso il sopravvento.&lt;br /&gt;E' quando arriva al teatro che tutti la guardano, come se fosse un'alienata, ma lei è lì, e farà la sua esibizione, bene o male che vada, è decisa.&lt;br /&gt;Entra quindi in scena nel suo candore di cigno bianco, mostrando la sua purezza, la sua timidezza. Ma il male che imputridisce dentro di lei si prende gioco della sua persona fino a farla cadere, lì, davanti a tutto il pubblico, scatenando l'ira di Thomas e il coinvolgimento di Lily che l'aspetta in camerino, e che vuole la sua parte.&lt;br /&gt;Nina la vede, immobile, mentre le sorride, ma non quando la ragazza si volta quella che le si pare di fronte non è altro che lei stessa, il male feroce che la attanaglia. Le si scaglia contro, la picchia, fin quando, appena Lily le cinge le mani al collo, lei prende un frammento di vetro e la uccide.&lt;br /&gt;"E' il mio momento!"&lt;br /&gt;E' questo che dice Nina, e non appena si rende conto di ciò che ha fatto, nasconde il cadavere, freddamente. La sua trasformazione in cigno nero è definitivamente avvenuta.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-9GE1TTHGQkc/Tl_78MxADqI/AAAAAAAAAJc/JNrsn9-Eei4/s1600/Immagined.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 164px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9GE1TTHGQkc/Tl_78MxADqI/AAAAAAAAAJc/JNrsn9-Eei4/s400/Immagined.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647509469383364258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La sua esibizione di Odile è impeccabile, Nina si trasforma e nella sua mente diventa ciò che ha sempre voluto, è libera, ha le ali, è un cigno nero di fronte a centinaia di persone che la acclamano e che la vedono perfetta, più che mai.&lt;br /&gt;Persino Thomas adesso la elogia. L'atto che segna il ruolo di Odile era perfetto, e tutti adorano Nina.&lt;br /&gt;Correndo come se fosse la regina del balletto, Nina, torna in camerino, sorridendo, ma la sua tranquillità è bloccata dal sangue che sgorga fuori dallo stanzino in cui si trova il cadavere di Lily. Non le resta che resistere e nascondere le tracce.&lt;br /&gt;Nessuno rovinerà il suo sogno.&lt;br /&gt;Ma qualcosa la distrae. Qualcuno bussa alla porta.&lt;br /&gt;Tentennando Nina va e la sua espressione si riempe di orrore.&lt;br /&gt;Di fronte a se, Lily, le sorride e si complimenta per la sua esibizione. E' stata perfetta, ne era sicura, e nell'ultimo atto raggiungerà la perfezione assoluta. "Merde!"&lt;br /&gt;Nina la guarda costernata. Cosa è successo?&lt;br /&gt;Lily non era appena stata uccisa da lei?&lt;br /&gt;Non appena chiude la porta va nello stanzino. E' vuoto. Nessun cadavere.&lt;br /&gt;Cosa è successo dunque.&lt;br /&gt;Una fitta allo stomaco la porta alla realtà. Nina abbassa lo sguardo sul suo ventre e proprio lì, in un immagina che ci viene mostrata, come se fosse il petto di un volatile ansimante e ferito, Nina estrae la scheggia di vetro.&lt;br /&gt;La realtà è compiuta.&lt;br /&gt;Nina si è uccisa, e la sua malattia l'ha portata a questo, senza che lei se ne rendesse conto.&lt;br /&gt;Non può fermarsi. Il pubblico la aspetta.&lt;br /&gt;Trarrà forza per dare la sua ultima esibizione, impeccabile. Odette balla in scena, come una vergine che compie un sacrificio, e guarda prima il suo principe e poi il mostro che l'ha costretta alla morte, e infine si butta dal precipizio, proprio dallo stesso da cui Nina si butta, concludendo la sua vita.&lt;br /&gt;E mentre tutti la acclamano, lei sussurra la sua gloria, sorridendo, con gli occhi bagnati dalle lacrime.&lt;br /&gt;"Ero perfetta."&lt;br /&gt;La luce bianca la avvolge nella sua eterna gloria. Il suo sogno è realizzato. Il sacrificio è stato compiuto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-GSTLZMvjUNk/Tl_-kiY-x-I/AAAAAAAAAJk/Oqqprtu7r1A/s1600/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 163px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-GSTLZMvjUNk/Tl_-kiY-x-I/AAAAAAAAAJk/Oqqprtu7r1A/s400/Immagine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647512361406220258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Aronofsky dirige un film che non si pone al pubblico come un capolavoro ma come un film delicato, poetico, ricco di pregi ma anche di eccessi che forse possono far storcere il naso allo spettatore.&lt;br /&gt;Ad accompagnare la quasi impeccabile regia è proprio la protagonista della pellicola, Natalia Portman, che per la parte di Nina vince il premio Oscar, meritatissimo!, come miglior attrice protagonista e che la conferma come una delle migliori attrici viventi.&lt;br /&gt;Da ascoltare e riascoltare la colonna sonora di Clint Mansell che trasporta lo spettatore nelle atmosfere del Lago dei Cigni.&lt;br /&gt;Un film da vedere solo con delle condizioni, ovvero che non ci si deve aspettare un grandissimo film e che non si sta vedendo un film sulla danza classica.&lt;br /&gt;Buona visione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-7661980891384819611?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/7661980891384819611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/09/il-cigno-nero-2010-di-darren-aronofsky.html#comment-form' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7661980891384819611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7661980891384819611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/09/il-cigno-nero-2010-di-darren-aronofsky.html' title='Il Cigno Nero (2010) di Darren Aronofsky'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8d0tcNyQc9c/Tl_lfPJwizI/AAAAAAAAAJM/J0UT5IDrMrI/s72-c/18.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-7174844567415953339</id><published>2011-08-23T19:10:00.005+02:00</published><updated>2011-09-10T15:40:20.038+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema d&apos;Autore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carl Theodor Dreyer'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jean-Luc Godard'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='François Truffaut'/><title type='text'>Le Plaisir des Yeux - Il primo forum del Cinema d'Autore</title><content type='html'>Vi segnalo un forum che dovreste visitare e di cui dovreste far parte:&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/i-ynG4IKCNA" allowfullscreen="" frameborder="0" height="345" width="500"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-7174844567415953339?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/7174844567415953339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/le-plaisir-des-yeux-il-primo-forum-del.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7174844567415953339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7174844567415953339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/le-plaisir-des-yeux-il-primo-forum-del.html' title='Le Plaisir des Yeux - Il primo forum del Cinema d&apos;Autore'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/i-ynG4IKCNA/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-2137171740591768506</id><published>2011-08-23T15:48:00.014+02:00</published><updated>2011-08-24T20:41:39.220+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henry James'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Deborah Kerr'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jack Clayton'/><title type='text'>Suspense (The Innocents, 1961) di Jack Clayton</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-qnKqgDi7m-4/TlOzeqcIpsI/AAAAAAAAAIk/8Ae-h7nrC40/s1600/suspense.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-qnKqgDi7m-4/TlOzeqcIpsI/AAAAAAAAAIk/8Ae-h7nrC40/s320/suspense.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644052097395107522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel 1962 il pubblico del Festival di Cannes assistì alla proiezione del secondo film dell'allora poco noto regista britannico Jack Clayton, rimanendone estasiato.&lt;br /&gt;Poco tempo prima la stessa pellicola aveva ottenuto il riconoscimento della Nation Board of Rewiew of Motion Pictures come uno dei dieci migliori film dell'anno segnando la carriera del regista e facendo sì che il film venisse distribuito in quasi tutto il mondo ottenendo un enorme successo.&lt;br /&gt;Stiamo parlando di "The Innocents" (arrivato in Italia con il più scontato titolo "Suspense") tratto dal romanzo breve di Henry James, "Giro di vite" (&lt;i&gt;The Turn of the Screw, &lt;/i&gt;1898).&lt;br /&gt;Miss Giddens è una giovane signora londinese a cui viene affidato il compito di istitutrice presso il Castello di Bly.&lt;br /&gt;A lei è affidata l'educazione dei due bambini che abitano il castello, Flora e Miles.&lt;br /&gt;Tutto comincia con l'arrivo della donna nel grande castello britannico; lì la accoglierà Flora che fin da subito sembra apparire come una bambina giudiziosa, garbata, allegra che riesce da subito a catturare l'attenzione della donna e a farle svanire completamente le paura di dover avere a che fare con bambini che non la tollerassero.&lt;br /&gt;La casa è gestita soltanto dai domestici fra cui notiamo la gentile, ingenua e umile Mrs. Grose che fin da subito crea un legame con l'educatrice dei bambini, fino a supportarla e a rassicurarla in quel che sembra essere un incarico tranquillo, senza nessuna increspatura. Persino Miles sembra essere un bambino tranquillo, senza alcun problema o capriccio, come dice la domestica, e ciò non può far altro che giovare la povera donna che, completamente estranea in quel castello immenso si sente insicura, soprattutto la notte, quando il suo sonno sembra essere disturbato da qualcosa. Sono i dialoghi della piccola Flora che intimoriscono soprattutto Miss Giddens poiché la bambina sembra essere in contatto con conoscenze che vanno aldilà di quelle che semplici bambini posseggono. Esse riguardano il mondo dei morti, infatti la bambina, durante la prima notte che la donna passa in castello, la avverte che le anime degli uomini non vengono accolte soltanto nel Paradiso o nell'Inferno ma alcune sono costrette a vagare nel regno abitato dai vivi.&lt;br /&gt;Miss Giddens è turbata da ciò che la bambina le dice, ma non ci fa caso. Forse Flora ha solo appreso certe dicerie da persone poco cortesi che volevano metterle paura.&lt;br /&gt;Flora sembra essere una bambina tranquilla, ma come tutti i bambini sembra avere i suoi accessi, anche se i suoi turbano Miss Giddens. La situazione sembra tornare a ristabilirsi, anche se dopo un grande scossone, quando Miles torna al Castello di Bly. La sua non è una normale vacanza, difatti il bambino è stato espulso dal collegio in cui passava la stagione scolastica poiché le educatrici non erano più in grado di gestire la situazione. Miles, dice la lettera che avvisa Miss Giddens facendola preoccupare ancora di più, è un pericolo per gli altri bambini.&lt;br /&gt;Sono le parole rassicuranti della signora Grose e l'arrivo di Miles, educato forse più della sorella, che portano Miss Giddens ad un'unica convinzione: non c'è nulla che non va in Miles, tutte le accuse contro il bambino non potevano essere che normali malintesi.&lt;br /&gt;La vita a Bly, però, è alquanto cupa. Miss Giddens si ritrova a dover fare da istitutrice fra le mura dell'immenso edificio e fra i fratellini è normale una competizione infantile che porta alle lacrime la più piccola dei due, Flora. Miss Giddens si rende conto, così, che è meglio se i bambini prendano un po' d'aria e si distanzino dai libri.&lt;br /&gt;Perchè non farli giocare?&lt;br /&gt;Ed è proprio in quel momento che, giocando a nascondino, la donna vede una sagoma camminare per i corridoi, che la lascia intontita, senza una spiegazione. Forse è stata una semplice allucinazione, troppa stanchezza.&lt;br /&gt;E invece no.&lt;br /&gt;A Miss Giddens basta nascondersi dietro una tenda per scorgere dall'altra parte del vetro un uomo sudicio e sporco che si avvicina verso di lei con un sorriso terrificante. La donna così urla, attirando l'attenzione della domestica che non crede alle sue parole, soprattutto se, dopo averlo descritto, l'uomo di cui parla Miss Giddens è Peter Quint, morto anni addietro insieme alla prima istitutrice dei bambini, Miss Jessel, con la quale aveva una storia.&lt;br /&gt;Era un fantasma, dunque?&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-wZl101LE7VY/TlVBhsOHvVI/AAAAAAAAAIs/md18ud4ewJs/s1600/200710innocents.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-wZl101LE7VY/TlVBhsOHvVI/AAAAAAAAAIs/md18ud4ewJs/s320/200710innocents.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644489755040660818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' escluso, si dice la donna fra se e se, i fantasmi non esistono. E se anche fosse, perché solo lei avverte la loro presenza.&lt;br /&gt;Ciò che fa traboccare il vaso è proprio la seconda visione, stavolta di Miss Jessel che, aldilà del lago, fra le fratte, appare con sguardo perso, osservando a sua volta Miss Giddens e la bambina giocare con l'acqua.&lt;br /&gt;Cosa sta succedendo al Castello di Bly? E per di più, i bambini nascondono qualcosa, sanno ciò che sta accadendo? Da quanto dura questa storia?&lt;br /&gt;Miss Giddens non può darsi pace. Può solo contare sull'appoggio della signora Grose che, nonostante sia intimorita dal comportamento della donna, cerca di risolvere il mistero insieme a lei.&lt;br /&gt;"I bambini sanno qualcosa che noi non sappiamo. Vede come parlano fra loro? Sussurrano. Stanno parlando di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;loro&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;Miles e Flora, quindi, nasconodo forse un grande segreto che li opprime e che presto li inghiottirà nel vortice della perversione mentre Miss Giddens è costretta a rimanere impotente di fronte a ciò che le si para davanti agli occhi.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-416yLWFm2Uk/TlVC3Cb_y4I/AAAAAAAAAI0/17dyzWj-Ngk/s1600/original.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-416yLWFm2Uk/TlVC3Cb_y4I/AAAAAAAAAI0/17dyzWj-Ngk/s320/original.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644491221293321090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Jack Clayton dirige un film intrigante e misterioso che cattura lo spettatore fin dai titoli di testa. Infatti in quei pochi minuti siamo spettatori della disperazione di Miss Giddens, intrerpretata da una perfetta Deborah Kerr, che implora Dio di risparmiare i bambini che creano la sua felicità e a cui lei vuole dedicare l'intera sua vita.&lt;br /&gt;L'opera si arricchisce di tratti che creano allo spettatore suspense (da qui forse il titolo italiano) e che lo coinvolgono nell'inquietudine provata dalla protagonista. Lo mostrano soprattutto l'uso perfetto della messa a fuoco che nella stessa inquadratura sembra render protagoniste la perversione dei bambini e lo sconvolgimento emotivo della loro educatrice, come nella scena in cui Flora mostra simpatia per uno spaventoso ragno, mentre Miss Giddens mostra il suo sdegno in lontananza.&lt;br /&gt;Un film da vedere sia per gli appassionati del genere che non, se non si vuole perdere uno dei migliori lavori fatti sul genere e da cui traggono ispirazioni registi attuali come Alejandro Amenabar per la realizzazione di "The Others" con una perfetta Nicole Kidman che si ispira proprio a Deborah Kerr nella rappresentazione della madre protettiva nei confronti di due bambini altrettanto indifesi e furbi come quelli a cui Miss Giddens è "costretta" (dal suo amore) a far attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-ab1-l8tAUwY/TlVFYE6G3wI/AAAAAAAAAJE/K9p_niRwPmw/s1600/innocents4.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 170px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ab1-l8tAUwY/TlVFYE6G3wI/AAAAAAAAAJE/K9p_niRwPmw/s400/innocents4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644493987915423490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-2137171740591768506?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/2137171740591768506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/suspense-innocents-1961-di-jack-clayton.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2137171740591768506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2137171740591768506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/suspense-innocents-1961-di-jack-clayton.html' title='Suspense (The Innocents, 1961) di Jack Clayton'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-qnKqgDi7m-4/TlOzeqcIpsI/AAAAAAAAAIk/8Ae-h7nrC40/s72-c/suspense.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-3566520395343722528</id><published>2011-08-18T23:04:00.013+02:00</published><updated>2011-08-19T17:07:31.646+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carl Theodor Dreyer'/><title type='text'>Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-LQzsqNZeono/Tk2HjdsiSfI/AAAAAAAAAHY/LAoJr30AS-c/s1600/Ordet.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 227px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-LQzsqNZeono/Tk2HjdsiSfI/AAAAAAAAAHY/LAoJr30AS-c/s320/Ordet.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5642314951501695474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Avvengono i miracoli?&lt;br /&gt;E' questo che nell'arco di due ore ci si chiede, insieme ai protagonisti del film.&lt;br /&gt;A metà degli anni cinquanta il danese Carl Theodor Dreyer firma, col suo tocco elegante, incisivo e a tratti tagliente, un capolavoro che trova il tema centrale nella fede e in ciò che di più misterioso la caratterizza, il miracolo.&lt;br /&gt;Siamo all'inizio del secolo; protagonista è la famiglia Borgen, ricchi proprietari terrieri, formata dal vecchio padre, dai tre figli maschi, di cui uno "pazzo", e dalla moglie di uno di essi, Inger, in procinto di partorire.&lt;br /&gt;Il film si apre con il risveglio del figlio minore, Anders, che, accorgendosi che il fratello Johannes, uscito fuori di senno, è scappato di casa, avvisa il padre e il fratello maggiore Mikkel, nonché sua moglie, che si apprestano a cercarlo.&lt;br /&gt;Lo troveranno poco distante, fra il campo di grano, che tiene un'arringa al panorama (o alla gente?) come se fosse Gesù Cristo, accusando i peccatori di non avere abbastanza fede.&lt;br /&gt;Ci viene così mostrata la psicologia familiare dei Borgen.&lt;br /&gt;Inger è una donna armoniosa, si prende cura del suocero, delle figlie, del marito e dei cognati, feriti in orgoglio dalla "pazzia" di Johannes che ormai si crede il nuovo Messia.&lt;br /&gt;Il fratello da la colpa agli studi, imposti dal padre, e soprattutto a uno dei filosofi del novecento che con l'opera "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Timore e Tremore&lt;/span&gt;" aveva scosso le radici della fede, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kierkegaard&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Anders, il fratello minore, invece, è innamorato della figlia del sarto, Hannah e sapendo che il padre non accetterà mai la proposta di matrimonio del figlio con una ragazza di non proprio un agiato casato, chiede aiuto alla cognata Inger, l'unica donna in grado di ottenere qualcosa dal suocero, ormai in avanzata età e "vittima" della sua cocciutaggine che sembra incrostargli i pensieri, creando in lui pregiudizi nei confronti delle classi sociali più basse.&lt;br /&gt;Inger sa di poter ammaliare il suocero poiché l'uomo è dotato di buon cuore e gli è impossibile rinunciare al volere del figlio che, come spiega Inger, prova amore nei confronti di Hannah, un sentimento che il vecchio Morten Borgen non ha mai provato e che comprende con grande difficoltà in quanto ha sempre confuso l'amore con un sentimento di affezione comune.&lt;br /&gt;Se il suocero acconsentisse al matrimonio, Inger partorirà un maschietto che l'anziano uomo desidera da molto.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-aWBpDugjVns/Tk52dGu2yDI/AAAAAAAAAHg/wLs49RT1NeI/s1600/ordetk.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 197px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-aWBpDugjVns/Tk52dGu2yDI/AAAAAAAAAHg/wLs49RT1NeI/s320/ordetk.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5642577625537234994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma la conversazione tra suocero e nuova viene interrotta dal "messia" Johannes che percuote l'animo di Inger con la sua frase.&lt;br /&gt;"Ci sarà un cadavere fra queste mura".&lt;br /&gt;La scena si sposta in casa del sarto, dove ci viene mostrata la loro situazione familiare. Esssi sono ebrei e, vedendo la figlia Hannah innamorata del figlio del grande proprietario terriero Borgen, si chiedono se il matrimonio fra la figlia e Andres sia da fare.&lt;br /&gt;Ma è proprio di fronte al povero ragazzo che il sarto prende la sua decisione.&lt;br /&gt;La figlia non può sposare qualcuno che al padre non va a genia. Ed è la fede che incatena la libertà di sentimento poiché i Borgen vengono considerati eretici.&lt;br /&gt;Ritornando a casa, così, Anders riporta l'offesa ricevuta al padre che, troppo orgoglioso, decide che il matrimonio con Hannah ci sarà, anche al costo di trascinare via da casa quella povera ragazza, vittima delle oppressioni religiose del padre.&lt;br /&gt;Scoppia così un litigio, in casa del sarto, tra i due capostipiti delle due famiglie. E tutto perchè le religioni dei due impongono preferenze alternative, quasi come se fosse più una questione familiare, terrena, che spirituale.&lt;br /&gt;Così il sarto "maledice" l'orgoglioso Borgen, affermando che presto l'ira di Dio si scatenerà sulla sua famiglia punendolo per i suoi peccati.&lt;br /&gt;E' in quel momento che arriva una telefonata a casa del sarto che lo sconcerta e lo avvisa che la nuora di Morten Borgen sta partorendo e che la situazione non è affatto delle migliori.&lt;br /&gt;L'ira divina sta punendo l'avidità del vecchio Borgen?&lt;br /&gt;Dreyer quindi ci conduce nella casa dove la povera Inger, in procinto di partorire il maschietto tanto desiderato dalla famiglia, sta per perdere la vita.&lt;br /&gt;Il medico non ha scelta; dovrà sacrificare il figlio per salvare Inger. E' Johannes che adesso "prende in mano" la situazione. Ecco che a lui appare l'"uomo con la clessidra e la falce" che è venuto a prendere il nuovo arrivato e che presto tornerà per portarsi via anche Inger. Ma il dolore farà si che la fede si attanagli e così Johannes non viene ascoltato, viene preso per l'ennesima volta per pazzo.&lt;br /&gt;Così la falce si abbatte in casa Borgen uccidendo la piccola creatura e lasciando una fiaccola di speranza illusoria per Inger che ormai è fuori pericolo, secondo il medico.&lt;br /&gt;E' solo la figlioletta maggiore della donna che nutre fede per lo zio Johannes e lo appoggia nel suo intendo di resurrezione quando la madre sarà morta.&lt;br /&gt;"Ma non me lo lasceranno fare!"&lt;br /&gt;Ed ecco che ciò che aveva previsto Johannes si avvera, le sue parole colpiscono come un presagio.&lt;br /&gt;Inger spira nel sonno.&lt;br /&gt;E nulla ci può.&lt;br /&gt;Perchè Dio ha tolto una donna amata dalla terra?&lt;br /&gt;E' questo che si chiede il marito e quasi per disperazione conduce il fratello davanti la moglie, per riportarla in vita. Ma il povero Johannes non riesce. La fede nei suoi confronti è vuota, non esiste.&lt;br /&gt;Infatti, approfittando della notte, Johannes scappa di casa. Il suo compito è ormai temrinato.&lt;br /&gt;La disperazione dei Borgen arriva al culmine, Inger è morta e Johannes non si trova.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4d_i90dmjDY/Tk55SPDJ0_I/AAAAAAAAAHo/Di9s5sB0ktA/s1600/ordet-1911.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 238px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4d_i90dmjDY/Tk55SPDJ0_I/AAAAAAAAAHo/Di9s5sB0ktA/s320/ordet-1911.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5642580737326175218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La fede è ormai estinta.&lt;br /&gt;Solo il funerale allevierà il dolore ma il vecchio Borgen sembra preoccupato per la riuscita della cerimonia e il povero marito di Inger non riesce a darsi pace.&lt;br /&gt;Persino il sarto si reca in casa Borgen, per scusarsi di ciò che ha detto e per far si che la figlia prenda il posto lasciato vuoto da Inger, sposando l'amato Anders.&lt;br /&gt;Il pastore giunge di fronte al feretro della donna e avvicina tutti nel dolore.&lt;br /&gt;E' in questo momento che arriva Johannes, che sembra esser tornato in senso.&lt;br /&gt;Si avvicina di fronte al corpo di Inger con stupore di tutti e, trovando la fede e la forza nella figlioletta della defunta, fanciulla e innocente, riesce a resuscitare Inger proprio come Gesù aveva fatto risorgere Lazzaro.&lt;br /&gt;L'accettzione del Messia è avvenuta.&lt;br /&gt;Inger si sveglia, piangendo, chiede se il figlio è vivo.&lt;br /&gt;"E' vivo...fra gli angeli del cielo" risponde il marito che ha ritrovato la fede.&lt;br /&gt;Inger allora lo abbraccia, la spiritualità è interrotta dalla sua carnalità, è tornata in vita, è tornata in terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dreyer dirige un film tra lo spirituale e il carnale, concentrandosi sulle passioni e i sentimenti umani e contrapponendoli alla fede e alla spiritualità inviolabile ma violata.&lt;br /&gt;Un capolavoro degno di nota.&lt;br /&gt;Una pellicola che mette in risalto le doti del vero cineasta e che sembra avviarsi verso la mente dello spettatore, scuotendolo dalal vita terrena.&lt;br /&gt;La perfezione cinematografica si incontra in questo film ( forse più de "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La passione di Giovanna D'Arco&lt;/span&gt;" dello stesso Dreyer) sia nella sceneggiatura che nella regia che nella fotografia e le inquadrature.&lt;br /&gt;Degno di immortalità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hvsKLYpL9Mo/Tk57YhX0PEI/AAAAAAAAAH4/QM-Wxgr2378/s1600/ordet1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 245px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hvsKLYpL9Mo/Tk57YhX0PEI/AAAAAAAAAH4/QM-Wxgr2378/s320/ordet1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5642583044347149378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-3566520395343722528?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/3566520395343722528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/ordet-1955-di-carl-theodor-dreyer.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/3566520395343722528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/3566520395343722528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/ordet-1955-di-carl-theodor-dreyer.html' title='Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LQzsqNZeono/Tk2HjdsiSfI/AAAAAAAAAHY/LAoJr30AS-c/s72-c/Ordet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-6318025588193473626</id><published>2011-08-17T20:08:00.007+02:00</published><updated>2011-08-17T22:25:05.491+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catherine Deneuve'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Roman Polanski'/><title type='text'>Repulsion (1965) di Roman Polanski</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-X95Y2gk_3aM/TkwEC3wPOHI/AAAAAAAAAHA/2zzCMQ7XS6o/s1600/Repulsion_movie%2Bposter.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 227px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-X95Y2gk_3aM/TkwEC3wPOHI/AAAAAAAAAHA/2zzCMQ7XS6o/s320/Repulsion_movie%2Bposter.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641888880560912498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il secondo film di Roman Polanski segna importanti svolte nella cinematografia mondiale.&lt;br /&gt;Esordio da protagonista di Catherine Deneuve, Repulsion evidenzia le caratteristiche che il regista polacco aveva avuto modo di mostrare ne "Il coltello nell'acqua", sua pellicola d'esordio, e che lo aveva condotto verso la nomination all'Oscar come miglior film straniero.&lt;br /&gt;Nel film di produzione britannica, Polanski mostra il suo talento di regista, difatti il film lo avvia al panorama del cinema occidentale, avvalendosi persino della fotografia di Gilbert Taylor (Il dottor Stranamore).&lt;br /&gt;Il film, primissimo psico-thriller della storia del cinema, ci proietta nella mente di Carol Leoux, ragazza di Bruxelles trasferitasi a Londra dalla sorella, traumatizzata dalle violenze sessuali subite dal padre da bambina.&lt;br /&gt;Come afferma lo stesso Polanski, visitiamo "il paesaggio del cervello di Carol" fatto di allucinazioni. Ci viene così mostrata una ragazza irritata dal sudiciume che si sente addosso e dalla sporcizia immaginaria che vede sui mobili e di cui pian piano si circonda in casa non appena la sorella la lascia sola in casa per dieci giorni.&lt;br /&gt;E' in questo momento che veniamo catapultati nella mente corrosa della protagonista.&lt;br /&gt;E' realtà?&lt;br /&gt;E' immaginazione?&lt;br /&gt;Carol è sola, in casa, in quelle quattro mura che diventano pian piano lo sfondo di paure, ossessioni, perversioni e infine dei due crimini di cui la stessa ragazza si macchia, dapprima uccidendo il ragazzo che le fa la corte e che piomba in casa sua spaventandola e in un secondo momento vendicandosi del padrone della casa in cui lei risiede e che vuole abusare di lei.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-wy8voDqaQ-8/TkwJFZ3lCXI/AAAAAAAAAHI/ouRCMYtJROw/s1600/deneuve_repulsion_hands.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-wy8voDqaQ-8/TkwJFZ3lCXI/AAAAAAAAAHI/ouRCMYtJROw/s320/deneuve_repulsion_hands.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641894421636385138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;D'un tratto, un appartamento tranquillo si trasforma in un sito di orrori in cui non si sa chi sia la vittima, la stessa Carol o i due uomini che ha ucciso?&lt;br /&gt;Mani che sbucano dai muri la trascinano, la toccano, uomini cupi la violentano.&lt;br /&gt;Ma è tutto nella sua mente.&lt;br /&gt;E' la sua repulsione per gli uomini una malattia che la porta ad azioni degeneranti?&lt;br /&gt;Tutto giunge al termine solo quando la sorella torna in casa e scopre tutto ciò che è accaduto a Carol.&lt;br /&gt;Ma il segreto, il più recondito e macabro, della povera Carol rimarrà in quella foto di famiglia che ci viene mostrata nell'inquadratura finale, dove si vede una bambina bionda, la nostra protagonista, posare uno sguardo torvo il padre che sorride alla macchina fotografica.&lt;br /&gt;Polanski crea un mondo sofferto, fatto di traumi e reso di più dalla fotografia che evidenzia le ombre e le atmosfere cupe, e dagli effetti improvvisi che colgono lo spettatore.&lt;br /&gt;Un capolavoro che segna il genere e che crea una piaga allo spettatore che rimane atterrito alla fine del film come se fosse stato colpito da un'ombra nera che lo ammutolisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4wlsaPG8V90/TkwKZrqtT6I/AAAAAAAAAHQ/jRsxnibK3YM/s1600/large_repulsion_blu-ray2x1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 353px; height: 198px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4wlsaPG8V90/TkwKZrqtT6I/AAAAAAAAAHQ/jRsxnibK3YM/s320/large_repulsion_blu-ray2x1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641895869523251106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-6318025588193473626?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/6318025588193473626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/repulsion-1965-di-roman-polanski.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/6318025588193473626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/6318025588193473626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/repulsion-1965-di-roman-polanski.html' title='Repulsion (1965) di Roman Polanski'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-X95Y2gk_3aM/TkwEC3wPOHI/AAAAAAAAAHA/2zzCMQ7XS6o/s72-c/Repulsion_movie%2Bposter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-2988662141843059856</id><published>2011-08-16T23:08:00.007+02:00</published><updated>2011-08-17T20:41:36.110+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liv Ullman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bibi Andersson'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metacinematografia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ingmar Bergman'/><title type='text'>Persona (1965) di Ingmar Bergman</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-RiLtCtdgC18/TkreIu5BPBI/AAAAAAAAAGw/ClvqZiJ_FYQ/s1600/800294753_4c74f5d183.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 150px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-RiLtCtdgC18/TkreIu5BPBI/AAAAAAAAAGw/ClvqZiJ_FYQ/s320/800294753_4c74f5d183.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641565724842474514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Una volta ho detto che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Persona&lt;/span&gt; mi salvò la vita - non esageravo. Se non avessi trovato la forza di fare quel film, avrei probabilmente gettato tutto all'aria. Oggi sento che in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Persona&lt;/span&gt;, mi sono spinto al massimo delle mie possibilità. Ed in quel film, lavorando in piena libertà, ho raggiunto inesplicabili segreti che soltanto il cinema può scoprire".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Ingmar Bergman&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Persona (titolo ispirato dalla frase latina "dramatis persona" che significa "maschera") è un film del regista svedere Ingmar Bergman realizzato nel 1965.&lt;br /&gt;Intorno a Persona gira l'intera psicanalisi freudiana e non a cui parecchi film in quel periodo dedicarono la trama (Psycho, Marnie e Io ti salverò di Alfred Hitchcock). Ma Bergman voleva fare qualcosa di più.&lt;br /&gt;Il film inizia con una serie di immagini che precedono i titoli di testa. Queste sequenze, della durata di sei minuti, ci mostrano immagini crude e che mettono lo spettatore in allerta: viscere di animali, un pene eretto, il palmo della mano (forse di Cristo?) che viene inchiodata e il sangue che ne fuoriesce dalla ferita mentre i tendini della mano si drizzano per il dolore e per il corpo e all'improvviso immagini di uno spettacolo comico, una foresta e dopo? Il volto di una signora anziana, con gli occhi chiusi, il viso immobile, l'immagine di tanti corpi nudi distesi su dei letti e coperti solo da un lenzuolo. E' un obitorio? Lo spettatore se lo domanda ma subito arriva una risposta. Un ragazzino è sul letto, immobile e immediatamente dopo si muove, si gira su un lato. Sta dormendo. Gira e rigira, forse si è appena svegliato e infine si sveglia del tutto, mette gli occhiali e prende un libro. Cerca di leggere ma non riesce, si guarda intorno e infine di fronte a se un volto gigante, come se fosse proiettato su una parete. Non ci viene mostrato, ma i lineamenti sono quelli di una donna. Il ragazzino poggia il palmo della mano sul volto proiettato e mai messo a fuoco e lo accarezza finché, in una serie di immagini vorticose, vengono lanciati di titoli di apertura.&lt;br /&gt;Persona ha inizio.&lt;br /&gt;Il film narra le vicende di Elisabeth Vogler (Liv Ullman), affermata attrice di teatro, che d'un tratto decide di smettere di parlare e viene mandata in una casa di cura dove viene affidata all'infermiera Alma (Bibi Andersson). Sapendo che la Vogler non è affatto malata, la dottoressa della clinica decide di mandarla, insieme all'infermiera, nella sua casa al mare dove entrambe potranno prendersi del riposo e dove la Vogler potrà ritrovare se stessa. Le due donne quindi partono. La prima, attrice di grande talento, artista invidiata, madre di un figlio (come ci viene mostrato nel primo quarto d'ora quando riceve la lettera dalla sorella a cui il figlio è affidato ma che lei sembra rifiutare tanto che ne straccia la foto) è apatica, ha tutto dalla vita e forse è proprio quel tutto a renderle difficile l'esistenza.&lt;br /&gt;La seconda, Alma, umile infermiera fidanzata a un giovane e in vista di nozze è una tipa estroversa, che ama parlare, di tutto, degli altri ma soprattutto di se.&lt;br /&gt;Così, una volta arrivate nella villa al mare, isolate da tutte, le due iniziano ad instaurare un rapporto alquanto amichevole. Alma, che tutti aveva ascoltato prima di allora, adesso è libera di essere ascoltata a sua volta proprio dalla sua paziente che non apre bocca e che si limita a sorriderle ed ad accarezzarla quando la povera Alma le confida i suoi segreti.&lt;br /&gt;E' notte, Elisabeth è a letto, Alma la guarda sulla poltrona, e le parla di una giornata particolare vissuta qualche tempo addietro. Era una giornata di sole, lei da poco divideva una casa al mare con il fidanzato, le era fedele, lo amava, e il caldo torrido l'aveva trascinata in spiaggia, una spiaggia isolata dalla gente, dove lei poteva stare nuda e distendersi tranquillamente senza essere disturbata. Accanto a lei solo una giovane ragazza, altrettanto nuda, che non le rivolge la parola ma che Alma avverte come una presenza amica. D'un tratto, la ragazza si accorge che due uomini le stanno spiando; lei ne è lusingata, ride, ma Alma ne è risentita e quando uno dei due si avvicina all'altra e la bacia, Alma sente in corpo un calore che poco dopo la spinge ad accogliere a braccia aperte il secondo uomo che più volte la prende, di fronte agli altri e tutti e quattro prendono parte a un'orgia che ad Alma lascerà il segno, difatti, ne rimane incinta. Ma è troppo giovane per portare alla luce un figlio e sebbene lei lo voglia, il suo ragazzo, all'oscuro di tutto, si sente impreparato e fa si che la giovane abortisca.&lt;br /&gt;Alma piange, si dispera, e Elisabeth non può far altro che consolarla, abbracciarla, la porta in cucina e le offre una tazza di the caldo. Alma adesso si calma ma il sonno si fa sentire, poggia la testa sul tavolo ed è in quel momento che l'attrice le bisbiglia di andare a letto senza che l'infermiera se ne accorga neanche, come se fosse in uno stato di sogno. Ed infatti così è. Alma torna a letto, ma vede dietro di se l'immagine angelica della Vogler che, coperta da una luce divina, la porta di fronte a uno specchio e le sistema i capelli, in modo sensuale, baciandole il collo.&lt;br /&gt;Alma ne è colpita, è come turbata da un sentimento che nasce pian piano in lei. E' innamorata della sua paziente.&lt;br /&gt;L'indomani, in spiaggia, chiederà ad Elisabeth le ha parlato la sera prima e se era entrata nella sua camera.&lt;br /&gt;No, non era così.&lt;br /&gt;Cos'era successo allora? Alma stava sognando?&lt;br /&gt;Forse si.&lt;br /&gt;Ma la situazione è destinata a cambiare. Alma scopre, non appena legge una lettera di Elisabeth indirizzata alla dottoressa della clinica, che la sua amica l'ha tradita, che sta raccontando tutti i suoi segreti a delle persone estranee e ne è risentita, così tanto che in quel momento i suoi sentimenti cambiano nei confronti di Elisabeth.&lt;br /&gt;La odia adesso?&lt;br /&gt;Così, tornando a casa, inizia a fargliela pagare.&lt;br /&gt;In un primo momento fa si che Elisabeth cammini scalza e calpesti col piede un frammento di vetro rotto che lei stessa aveva deciso di non togliere, per fargliela pagare. Elisabeth così si punge, e comprende quasi che Alma ha lasciato quel frammento di vetro apposta.&lt;br /&gt;La guarda.&lt;br /&gt;Si guardano.&lt;br /&gt;Ed è qui che accade qualcosa di inaspettato.&lt;br /&gt;La pellicola si brucia, l'immagine si spezza.&lt;br /&gt;Altre immagini frammentate appaiono sullo schermo, ancora immagini suggestive ma che spariscono subito dopo, quando la pellicola sembra riaggiustarsi e la storia torna alle due donne.&lt;br /&gt;Ma qualcosa è cambiato, l'atmosfera, i personaggi sembrano turbati.&lt;br /&gt;La situazione è completamente capovolta.&lt;br /&gt;Qualcosa fra le due "amiche" è accaduto.&lt;br /&gt;Alma è stufa, stufa del silenzio, stufa di tutto, chiede ad Elisabeth di parlare, ma la donna non lo fa, non può ed è in quel momento che tutto accade.&lt;br /&gt;Alma strattona Elisabeth, le dice che ha letto la lettera e l'attrice, turbata, la lancia uno schiaffo che scatena l'ira dell'infermiera che aggredisce a sua volta Elisabeth che la colpisce più volte facendola sanguinare e che la porta a prendere il pentolina con l'acqua bollente che sta per lanciare all'attrice. Qui, sentiamo l'urlo disperato di Elisabeth che riprende Alma e sembra riportarla alla realtà.&lt;br /&gt;Ha avuto paura.&lt;br /&gt;Ha parlato.&lt;br /&gt;E infine, sorride, lasciando Alma senza parole e facendole provare ancora più odio.&lt;br /&gt;E' adesso che Alma comprende di aver perso il controllo e deve cercare di riprenderlo, di irrigidirsi. E' giunto il momento di stabilire chi è l'infermiera e chi è la paziente e lo decide fra le lacrime, disperata e impotente di fronte all'altezzosità di Elisabeth che non accetta le sue scuse.&lt;br /&gt;Un sogno fa si che si manifestino le voglie e le paura di Alma. E' notte, lei si sveglia perchè sente qualcuno chiamarla. Esce in giardino ed è il marito di Elisabeth. Le parla e la chiama moglie, la chiama Elisabeth. Alma lo avverte, lei non è Elisabeth. Ma ecco Elisabeth che appare dietro un cespuglio e afferrando la mano di Alma la porta sul volto del marito. Allora Alma abbraccia l'uomo, gli dice che lo ama e che non appena tornerà a casa porterà tanti doni a suo figlio, che gli manca. I due fanno l'amore, sotto gli occhi di Elisabeth. Chi è Alma? Chi è Elisabeth? I ruoli si sono capovolti?&lt;br /&gt;Ma ecco che Alma torna in se, si risveglia. E senza esitare si dirige verso l'attrice, in cucina, seduta al tavolo.&lt;br /&gt;Elisabeth nasconde fra le mani una foto.&lt;br /&gt;"Cosa nascondi fra le mani? E' la foto di tuo figlio"&lt;br /&gt;Elisabeth ricompone la foto del figlio che aveva strappato all'inizio del film.&lt;br /&gt;"E' giunto il momento di parlare di tuo figlio"&lt;br /&gt;Elisabeth esita, non vuole. Sarà Alma a parlare del figlio. Elisabeth ha tutto della vita, ma solo una cosa le manca, la maternità. Allora decide di avere un figlio ma quando lo tiene in grembo si rende conto che è quello che non vuole veramente. Vede la sua vita cambiare. Il suo corpo deformarsi. Un mostro crescerle dentro. Tenta di abortire, ma non ci riesce. Allora spera, spera che il figlio nasca morto, ma non è così. Così rifiuta il bambino e lo affida alle cure della sorella. Ma il bambino cresce e ama la madre nonostante lei cerca di rifiutarlo ma si accorge nello stesso tempo di amare il suo frutto.&lt;br /&gt;La scena viene mostrata per due volte, con diverse inquadrature, prima sul volto della Ullman, e poi sul volto della Andersson così che diventino nell'inquadrature finale un solo volto. Alma è uguale ad Elisabeth.&lt;br /&gt;Infine Alma impazzisce, si dispera. Perde il controllo. Batte le mani sul tavolo, si tira i capelli. Ritorna in se e ripete frasi interdette, senza un senso ma di impatto, che richiamano il putrido.&lt;br /&gt;"Io non sarò mai te!!"&lt;br /&gt;Lei non sarà mai come Elisabeth. Lei ama, Elisabeth no. E se diventasse come lei?&lt;br /&gt;Elisabeth ha avuto un figlio, non lo ha accettato. Alma ha accettato un figlio ma fu costretta a non averlo.&lt;br /&gt;I ruoli si invertono per l'ennesima volta e Alma prende il controllo, con violenza. Afferra Elisabeth e la schiaffeggia con violenza.&lt;br /&gt;Lei non sarà mai Elisabeth.&lt;br /&gt;La scena cambia. Elisabeth è a letto, dorme. Alma la sveglia e le chiede di pronunciare le sue parole. "Nulla."&lt;br /&gt;"Nulla".&lt;br /&gt;E' il nulla che riempe le loro vite, il nulla che le copre e che non da tregua ad entrambe.&lt;br /&gt;Alma ha raggiunto il suo scopo. Le due fanno le valige e vanno per le loro strade, senza vedersi in volto, senza salutarsi.&lt;br /&gt;"Lasciamoci come due care amiche" dice Alma.&lt;br /&gt;Il film si chiude con l'immagine del ragazzino che aveva accompagnato i titoli di apertura.&lt;br /&gt;E' forse il figlio rifiutato da Elisabeth e tanto desiderato da Alma?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bergman dirige un capolavoro di cinematografia usando il tema della psicanalisi e lo fa per esorcizzare forse le sue paure. Come dice il personaggio della Andersson nel film, gli artisti sono da stimare perchè affrontando diversi problemi nell'arte esorcizzano i loro.&lt;br /&gt;Da oscar le interpretazioni delle due attrici protagoniste, soprattutto della Andersson che nella versione originale si gusta molto di più (anche perchè l'edizione italiana ha i dialoghi censurati e non rendono giustizia alle attrici!).&lt;br /&gt;La fotografia è alquanto curata ma è il montaggio il punto forte del film che sembra trascinarti nella logorazione dei sentimenti e della mente delle due protagoniste e sembra farti cadere nell'oblio. Ottima scelta l'idea della metacinematografia che rendono ancora di più il tema psicanalitico che sta alla base del film.&lt;br /&gt;Per la sua tecnica prettamente sperimentale il film di Bergman sembra voler trasmettere incomunicabilità, ma è inutile non affermare che Persona sa fondere anche sentimento e poetica tipica del regista Svedese.&lt;br /&gt;Da vedere solo se si è molto lucidi.&lt;br /&gt;Capolavoro!&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-2988662141843059856?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/2988662141843059856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/persona-1965-di-ingmar-bergman.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2988662141843059856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2988662141843059856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/persona-1965-di-ingmar-bergman.html' title='Persona (1965) di Ingmar Bergman'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-RiLtCtdgC18/TkreIu5BPBI/AAAAAAAAAGw/ClvqZiJ_FYQ/s72-c/800294753_4c74f5d183.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-2890091593532327559</id><published>2011-08-16T15:04:00.006+02:00</published><updated>2011-08-25T17:19:20.748+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nouvelle Vague'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jean Pierre Leaud'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='François Truffaut'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henri-Pierre Roché'/><title type='text'>Le due inglesi (1971) di François Truffaut</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-imfRcjeMkXM/Tkpr5EknWwI/AAAAAAAAAGA/nWC0y4PEXA0/s1600/destra.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 192px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-imfRcjeMkXM/Tkpr5EknWwI/AAAAAAAAAGA/nWC0y4PEXA0/s320/destra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5641440111458999042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'undicesimo lungometraggio del famoso regista francese si pone come un'analisi sull'amore che distrugge l'uomo e lo conduce verso la sofferenza, tema che verrà affrontanto anche in uno dei prossimi film di Truffaut, anche se in modo del tutto diverso, L'Histoire d'Adele H.&lt;br /&gt;Le due inglesi racconta la storia di un giovane parigino, Claude, che dopo aver ospitato in casa sua la scozzese Anne e dopo averla raggiunta nel suo paese, si innamora della sorella della ragazza, Muriel, di cui tanto Anne gli aveva parlato. Ma l'amore si presenta ai due giovani come una sofferenza che si prolungherà e muterà gli animi di entrambi e anche quello di Anne, che si lega sentimentalmente con Claude, tornato a Parigi e dimenticando i sentimenti per Muriel, creando così uno dei tanti triangoli amorosi a cui Truffaut ci aveva abituato fino a quel momento. Ma adesso non si affronta più quel tipo di amore che avevamo conosciuto con le avventure di Antoine Doinel o con le altre pellicole precedenti del regista, adesso l'amore diventa un tormento per l'uomo, e come accade ne Le due inglesi, porta i protagonisti a un cambiamento radicale, a un diverso approccio con la realtà.&lt;br /&gt;Il film è tratto dal secondo e ultimo romanzo di Roché, autore francese molto caro a Truffaut che una prima volta lo aveva ispirato nella realizzazione di Jules et Jim, anch'esso tratto da un soggetto del medesimo autore.&lt;br /&gt;Leaud, che sveste i panni dello sbadato e bizzarro Doinel, adesso si propone con un nuovo ruolo che per molti versi lo fa sembrare impacciato ma che delinea perfettamente le caratteristiche del personaggio. Come diceva lo stesso Truffaut, quando al personaggio che interpretava Doinel accadeva qualcosa di sconveniente, egli provocava il sorriso al pubblico. Ma adesso Leaud appare sotto una luce diverso, il suo personaggio è drammatico, e fin dall'inizio, quando il personaggio che interpreta, Claude, cade da un ramo spezzandosi la gamba, l'atteggiamento del pubblico appare diverso. E la scena è resa dalla musica, dalle inquadrature. Fin dall'inizio Truffaut insiste col farci comprendere che quello a cui stiamo per assistere non è altro che un film dalle pieghe diverse dai suoi precedenti. E mentre l'ironia si presentava come un ingrediente base nelle pellicole di Truffaut, adesso, quel componente così importante sembra essere completamente eliminato.&lt;br /&gt;Per il ruolo delle due inglesi furono scelte due attrici di teatro britanniche: Kika Markham, che intrerpreta Anne Brown, e Stacey Tendeter, che interpreta la sorella della protagonista, Muriel. Entrambe vestono i ruoli di due ragazze puritane dell'inizio del secolo, vittime forse dalle forzature del puritanesimo e che una volta toccato lo stimolo della libertà, subiscono un cambiamento che le disturba.&lt;br /&gt;Ma il punto cruciale che rende il film particolarmente raffinato dal punto di vista tecnico è l'uso della fotografia. Ancora una volta Truffaut si avvale di Néstor Alméndros, che aveva curato già la fotografie di due famose pellicole di Truffaut, e che questa volta riesce a creare uno specchio della storia stessa. Difatto la fotografia cerca quasi di adattarsi alla storia, sia nell'uso dei contrasti sia nel descrivere la liricità delle scene, accompagnate dalle musiche di Delerue che questa volta crea una delle più splendide colonne sonore mai realizzate nel cinema francese e che rimarranno indimenticabili.&lt;br /&gt;Nonostante la cura brillande del regista e la realizzazione che sfiora il capolavoro, il film non ottenne il successo previsto, soprattutto in Francia. Il pubblico non riuscì a capire le intenzioni di Truffaut e neanche lo svolgersi di quell'amore che si tramutava in passione e che successivamente diventava ossessione, malattia, morte. Lo stesso Truffaut ne fu deluso, tanto che tagliò il film di molte scene, facendo si che si perdesse l'identità della storia e della pellicola stesse; con quei tagli, Le due inglesi non era più il film che Truffaut aveva realizzato con così tanta cura.&lt;br /&gt;La pellicola ricominciò a godere di maggiore prestigio solo molti anni avanti, dopo la morte di Truffaut, quando i critici ne esaltarono la bellezza tecnica e narrativa, considerandolo addirittura come il miglior film del regista francese che, bisogna ammetterlo, nel parlare del triangolo di Anne, Claude e Muriel fu ispirato non solo dal romanzo di Roché ma anche dalla storia che lo legava alle due sorelle Françoise Dorléac, morta in un incidente stradale mentre Truffaut girava La sposa in nero, e Catherine Deneuve.&lt;br /&gt;A mio parere, Le due inglesi rimane uno dei più grandi capolavori di Truffaut e del Cinema d'Autore e non per nulla la pellicola rimane e rimarrà impressa nell'immaginario comune.&lt;br /&gt;Basta solo guardare una delle scene madri del film per comprendere la passione di Truffaut nel realizzarlo:&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/mxFRaGvcg1s?wmode=transparent" allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Da evitare la versione col doppiaggio italiano. Inascoltabile la doppiatrice di Muriel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-2890091593532327559?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/2890091593532327559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/le-due-inglesi-1971-di-francois.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2890091593532327559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/2890091593532327559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2011/08/le-due-inglesi-1971-di-francois.html' title='Le due inglesi (1971) di François Truffaut'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-imfRcjeMkXM/Tkpr5EknWwI/AAAAAAAAAGA/nWC0y4PEXA0/s72-c/destra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-4521309245152924079</id><published>2010-12-06T13:59:00.006+01:00</published><updated>2011-08-16T19:50:39.099+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hollywood'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Walk the line</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/TPzkF5BNSwI/AAAAAAAAAFk/DjSF8STCEqI/s1600/walk_the_line.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 215px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/TPzkF5BNSwI/AAAAAAAAAFk/DjSF8STCEqI/s320/walk_the_line.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547559630869973762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Quando l'amore brucia l'anima; è questo il sottotitolo di questo film biopic narrante la storia di Jhonny Cash&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, la sua carriera e il suo amore tormentato con June Carter. Il film si apre in Arkansas, con Jhonny bambino e un fratello che viene amato più di lui; dall'odio profondo da parte del padre verso di lui, alla morte del fratello e infine il trauma infantile, Jhonny cresce con dei presupposti che lo spingono ad inseguire il suo sogno, far musica e cantare. Dopo il servizio militare e il matrimonio, Jhonny decide di continuar a coltivare il suo talento e formando una piccola band con amici riesce ad ottenere un provino per una casa discografica: è fatta. Jhonny ha talento e con lui anche gli altri componenti della band. Inizia così la carriera di Jhonny Cash, sempre più apprezzato e amato dal pubblico. Passando da città in città, da tour a tuor, da star del rock quali Elvis e Jerry Lee Lewis, Jhonny incontra June Carter, una ragazza dal carattere peperino, famosa fin da bambina e cantante country&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/TPzjdf9lquI/AAAAAAAAAFU/-sSDyX4oesI/s1600/17498_2-Walk-the-Line.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 208px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/TPzjdf9lquI/AAAAAAAAAFU/-sSDyX4oesI/s320/17498_2-Walk-the-Line.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547558936949140194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che fin dai primi anni e dalle prime passioni attira l'attenzione del cantante. Che fare? Forse un incontro casuale potrebbe farli conoscere. Perchè non fare un tour insieme? Ed eccoli lì, amici, compagni di lavoro ed infine amanti tormentati dall'inappagabile desiderio di perdizione di Cash; iniziano così l'uso di droghe, i concerti saltati, gli sbalzi d'umore e la lacerante sfera di malignità che pian piano porta alla rovina la coppia. Ma può un sentimento come l'amore prolungarsi fino alla fine dei giorni, portare cambiamenti all'uomo e bruciargli letteralmente l'anima? La risposta sta proprio nel finale di questo film a tratti tenero, a tratti commovente. Impeccabili le interpretazioni di Joaquin Phoenix e di Reese Witherspoon (che vinse l'Oscar alla miglior attrice protagonista), le atmosfere e la regia quasi perfetta. Ma ciò che anima e fa innamorare del film non è altro che la colonna sonora con le canzoni di Cash e Carter, cantati ed adattati dai due interpreti in una maniera alquanto straordinaria. Un film da vedere se si vuole comprendere quanto l'amore riesce a cambiarci, come si deve inseguire un sogno e lo si deve portare a termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/TPzjv06hmQI/AAAAAAAAAFc/1CTaGPeyhbQ/s1600/3429444446.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 212px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/TPzjv06hmQI/AAAAAAAAAFc/1CTaGPeyhbQ/s320/3429444446.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547559251811080450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-4521309245152924079?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/4521309245152924079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/12/walk-line.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/4521309245152924079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/4521309245152924079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/12/walk-line.html' title='Walk the line'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/TPzkF5BNSwI/AAAAAAAAAFk/DjSF8STCEqI/s72-c/walk_the_line.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-3658520445271098344</id><published>2010-04-02T21:17:00.008+02:00</published><updated>2011-08-25T17:18:54.847+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nouvelle Vague'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anna Karina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Samuel Fuller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musical'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jean Paul Belmondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jean-Luc Godard'/><title type='text'>PIERROT LE FOU di Jean-Luc Godard</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZDjVgXgQI/AAAAAAAAAEc/lQ67N6OzQ6s/s1600/pierrot.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455622272953319682" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 217px; height: 320px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZDjVgXgQI/AAAAAAAAAEc/lQ67N6OzQ6s/s320/pierrot.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;Jean-Luc Godard nel 1965 firmò l'ennesimo suo capolavoro, forse il più bello dei suoi che fin ora ho visto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ferdinand è un uomo disoccupato con una moglie italiana e una figlia. Dopo cinque anni incontra la studentessa con cui aveva avuto una storia ed insieme, dopo aver commesso un omicidio, decidono di scappare per la Francia.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Godard dirige un film in cui si vuole parlare di tutto; letteratura, musica, pittura. Entrambi sono gli specchi dell'arte. Ferdinand è l'arte e la letteratura. Marianne è la musica. Sono degli spiriti in contrasto, che non riescono a stare insieme, proprio come la letteratura e la musica ma entrambi si amano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ennesima prova in cui Godard dimostra di essere un genio dietro la macchina da presa. Nel film sono presenti inoltre Jean Pierre Leàud e Samuel Fuller in due cammei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ancora una volta Godard non delude, anzi stupisce del tutto. Il suo è un film omaggio all'arte in generale ma anche ai B-movie del periodo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un capolavoro che non può mancare nella videoteca di un cinefilo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZHjFTu4CI/AAAAAAAAAEs/OU1yu3Qa8DQ/s1600/2286983005_5f60a7b203_o.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455626666651869218" style="width: 320px; height: 140px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZHjFTu4CI/AAAAAAAAAEs/OU1yu3Qa8DQ/s320/2286983005_5f60a7b203_o.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455626813887626290" style="width: 320px; height: 139px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZHrpzePDI/AAAAAAAAAE0/11dLd97YdX4/s320/2286984093_ccfd9fc705_o.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZH59ymLbI/AAAAAAAAAE8/xbrwixGwZKA/s1600/2287770906_d01023d829_o.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455627059770830258" style="width: 320px; height: 139px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZH59ymLbI/AAAAAAAAAE8/xbrwixGwZKA/s320/2287770906_d01023d829_o.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-3658520445271098344?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/3658520445271098344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/04/pierrot-le-fou-di-jean-luc-godard.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/3658520445271098344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/3658520445271098344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/04/pierrot-le-fou-di-jean-luc-godard.html' title='PIERROT LE FOU di Jean-Luc Godard'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S7ZDjVgXgQI/AAAAAAAAAEc/lQ67N6OzQ6s/s72-c/pierrot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-7603697770668407686</id><published>2010-03-08T16:57:00.001+01:00</published><updated>2011-08-16T19:49:26.613+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Walt Disney'/><title type='text'>WALL-E di Andrew Stanton</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5Uf49rr0yI/AAAAAAAAAC8/C1GOJBeYR7w/s1600-h/wall-e-locandina-usa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446294387865408290" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 216px; height: 320px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5Uf49rr0yI/AAAAAAAAAC8/C1GOJBeYR7w/s320/wall-e-locandina-usa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Wall-E è un piccolo robot incaricato a ripulire il globo, rimasto da solo sulla terra dopo che tutti i suoi simili si sono guastati. Anno 2805, Wall-E ripulisce la terra da più di settecento anni. Vive da solo, facendo collezione di piccoli oggetti trovati nella discarica, in compagnia di una piccola blatta. Tornando a casa, la sera, si sistema nel suo piccolo “appartamento” mettendo il PLAY una videocassetta del film &lt;em&gt;Hello Dolly!&lt;/em&gt; e fantasticando su una compagna che vivrà accanto a lui; Wall-E infatti sogna da sempre di stringere la mano a qualcuno, proprio come i due attori del film fanno. Un giorno, mentre vaga spensierato per il grande globo intravede un piccolo laser proiettato sul suolo; dapprima lo rincorrerà ma ben presto si accorgerà che quella non è altro che la proiezione di una luce di una grande navicella spaziale. Atterrata sulla terra la navicella depositerà un robot e tornerà da dove è venuta. Wall-E assiste interdetto alla scena, segue il robot e quasi subito se ne innamora. Passerà un giorno prima che il robot si accorgerà della presenza di Wall-E. Lei è un robot femmina, il suo nome è Eve. Da quel momento fra i due si crea un rapporto quasi umano: un rapporto d’amicizia. Wall-E la porterà in “casa” con se ma quando le farà vedere una piccola piantina trovata da lui diversi giorni prima, Eve la prende con se ed entra in Stand-by. Wall-E non sa che fare, è disperato. Eve è spenta, immobile; decide così di portarla con se ovunque andrà. A vedere un tramonto, a passeggiare per il pianeta.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5UgpGjPdWI/AAAAAAAAADE/Axo2TiaEXIA/s1600-h/wall-e-4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446295214879634786" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 320px; height: 197px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5UgpGjPdWI/AAAAAAAAADE/Axo2TiaEXIA/s320/wall-e-4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Wall-E è perdutamente innamorato di Eve ma lei è ormai spenta e a lui non resta altro che rassegnarsi così un giorno, andando a lavoro, la lascia da sola sul tetto di casa sua. Sarà troppo tardi quando Wall-E si accorgerà che la navicella spaziale è tornata a riprendere Eve. Wall-E corre, corre, corre finché non raggiunge la navicella e si aggrappa ad essa. Inizierà così la sua &lt;em&gt;Odissea&lt;/em&gt;. Wall-E viene trasportato nello spazio, dentro una grande nave/crociera dove abitano milioni di robot, dove gli uomini vivono distesi sulle loro poltrone volanti, conducendo una vita del tutto sedentaria che li ha resi obesi. Wall-E è estraneo a tutto quello ma deve trovare la sua Eve e farà di tutto per starle affianco. La nave è comandata da un capitano che ha ricevuto il suo incarico dai suoi antenati. Lo scopo dell’uomo è tornare sulla terra una volta verificato che tutto è stato ripulito ma c’è un problema: la terra è ancora in grave pericolo, tutto è perso, rimane solo una piccola speranza che è rinchiusa in quella piccola piantina verde che Eve tiene dentro di se. Forse quella è la prova che sulla terra c’è e ci potrà essere ancora vita, forse è il momento di “vivere e non si sopravvivere” come dice il comandante. Ma sono le macchine ad essere di intralcio agli uomini, non vogliono che tornino sulla terra, vogliono essere loro a comandare. Saranno le macchine o gli uomini ad averne la meglio?&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446296425955138850" style="display: block; margin: 0px auto 10px; width: 156px; height: 200px; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5UhvmKJHSI/AAAAAAAAADM/no3D8tWRdqM/s200/wall-e3.jpg" border="0" /&gt;Ennesimo capolavoro firmato &lt;em&gt;Walt Disney Pixar&lt;/em&gt;. Molti sono i riferimenti a film che hanno segnato la storia del cinema, primo fra tutti &lt;em&gt;2001: Odissea nello spazio &lt;/em&gt;di &lt;em&gt;Stanley Kubrick.&lt;/em&gt; Un film che lascia davvero con il fiato sospeso; un film ricco di poesia e sentimento dove anche i robot provano qualcosa. Wall-E è ognuno di noi, Wall-E è la vita, Wall-E è l’amore, Wall-E è il sognare. Da non perdere sicuramente, Oscar meritato.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-7603697770668407686?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/7603697770668407686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/03/wall-e-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7603697770668407686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7603697770668407686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/03/wall-e-di.html' title='WALL-E di Andrew Stanton'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5Uf49rr0yI/AAAAAAAAAC8/C1GOJBeYR7w/s72-c/wall-e-locandina-usa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-5690647040818007756</id><published>2010-03-07T20:54:00.004+01:00</published><updated>2011-08-25T17:18:24.000+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nouvelle Vague'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='François Truffaut'/><title type='text'>L'ENFANT SAUVAGE di François Truffaut</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5QFD--T7jI/AAAAAAAAAC0/gDpzoAmuA7I/s1600-h/locandinapg1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445983415399870002" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 242px; height: 320px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5QFD--T7jI/AAAAAAAAAC0/gDpzoAmuA7I/s320/locandinapg1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; Anche stavolta Truffaut riesce a lasciarmi col fiato sospeso.&lt;br /&gt;Il giovane professore Jean Itard decide di prendere in custodia un bambino selvaggio (da qui il titolo “L’enfant Sauvage”) ed educarlo. Il tutto si trasformerà in un’impresa alquanto difficile. Dapprima al bambino verranno diagnosticate delle deficienze mentali che più tardi verranno considerate come “nate dalla mancanza di socializzazione” ma saranno la voglia di libertà e di stare a contatto con la natura a sopraffare la mente del piccolo Victor. &lt;em&gt;L’enfant sauvage&lt;/em&gt; è forse il film più "freddo" di François Truffaut. Guardando il film ci si accorge della poetica e di quell’amore verso l’infanzia che caratterizzarono Truffaut ne &lt;em&gt;I 400 colpi&lt;/em&gt;, suo primo cortometraggio. Come al solito, un &lt;strong&gt;CAPOLAVORO&lt;/strong&gt; del Regista (con la R maiuscola) francese.&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-5690647040818007756?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/5690647040818007756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/03/lenfant-sauvage-di-francois-truffaut.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5690647040818007756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/5690647040818007756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/03/lenfant-sauvage-di-francois-truffaut.html' title='L&apos;ENFANT SAUVAGE di François Truffaut'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S5QFD--T7jI/AAAAAAAAAC0/gDpzoAmuA7I/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2983505246862548430.post-7856591273563562252</id><published>2010-03-03T17:21:00.001+01:00</published><updated>2011-08-16T19:50:10.574+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nouvelle Vague'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jean-Luc Godard'/><title type='text'>JE VOUS SALUE MARIE di Jean-Luc Godard</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S47BN42vvyI/AAAAAAAAACs/jajdxqf0F-Y/s1600-h/img_185525_lrg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444501443881975586" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 221px; height: 320px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S47BN42vvyI/AAAAAAAAACs/jajdxqf0F-Y/s320/img_185525_lrg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;em&gt;"Io sono la Vergine, ma la mia non è stata una scelta. Ho fortificato la mia anima per esserlo. Questo è tutto."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Maria -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Maria, studentessa figlia di un benzinaio, viene annunciato da Gabriele che darà alla luce un bambino. La storia si sviluppa sul tema della Natività spostato ai nostri giorni. Alla storia di Maria e Giuseppe si intreccia la storia di Eva e del suo amante (e professore) che vuole scoprire a tutti i costi la verità sull’esistenza umana. Godard dirige un film coraggioso che affronta un tema delicato non risparmiandosi gli attacchi della Chiesa. Lo stesso Papa fece un rosario di riparazione per espiare le colpe del regista. Il film non è un film anticristiano ma neanche cristiano. E’ piuttosto un film mistico; quella visione mistica che ha Godard della religione. Ai tempi dell’uscita, in Italia, non fu risparmiata nemmeno la censura sia nei dialoghi che nella pellicola stessa (il film fu accorciato di quasi dieci minuti). Non ci sono parole per poter descrivere un tale capolavoro diretto da un Godard all’apice del suo lavoro cinematografico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CAPOLAVORO!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2983505246862548430-7856591273563562252?l=moviesinmyarms.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/feeds/7856591273563562252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/03/je-vous-salue-marie-di-jean-luc-godard.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7856591273563562252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2983505246862548430/posts/default/7856591273563562252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://moviesinmyarms.blogspot.com/2010/03/je-vous-salue-marie-di-jean-luc-godard.html' title='JE VOUS SALUE MARIE di Jean-Luc Godard'/><author><name>Manuel L. Boleyn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07692492500148559729</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-BE2QwuP_z2U/TlBUOCDXKnI/AAAAAAAAAIA/AAPv6W3Nrck/s220/Les%2BDeux%2Banglaises%2Bet%2Ble%2Bcontinent%2B1_0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_IyYI_uCwxAM/S47BN42vvyI/AAAAAAAAACs/jajdxqf0F-Y/s72-c/img_185525_lrg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
